Opicina, scoperta nel bunker del generatore: emerge stanza rimasta chiusa per 70 anni
Una scoperta inattesa è emersa durante i lavori di pulizia e perlustrazione nell’area del bunker del generatore di Opicina, dove i volontari del GAAST – Gruppo Ambientale Artistico Storico Triestino hanno individuato una stanza rimasta sconosciuta per decenni.
Il ritrovamento è avvenuto nella mattinata di oggi, dopo circa una settimana di scavi e lavori di pulizia all’interno dell’area sotterranea. I volontari stavano infatti intervenendo per rimuovere una discarica rinvenuta all’interno del bunker, con l’obiettivo di recuperare e rendere nuovamente accessibili alcuni spazi storici.
Durante le operazioni è emerso un nuovo vano sotterraneo, che secondo i volontari non sarebbe stato calpestato da circa settant’anni.
A coordinare le operazioni sono stati Furio Alessi e Fulvio Benci, insieme al gruppo di volontari del GAAST impegnati nelle attività di recupero e valorizzazione di luoghi storici del territorio triestino.
Secondo le prime ipotesi dei volontari, la stanza potrebbe non essere un ambiente isolato, ma potrebbe rappresentare l’accesso o la prosecuzione di altri passaggi sotterranei, forse collegati a ulteriori tunnel presenti nella struttura.
Per questo motivo nelle prossime settimane il gruppo intende proseguire le attività di esplorazione e pulizia, con l’obiettivo di comprendere meglio la struttura del bunker e verificare l’eventuale presenza di altri ambienti nascosti.
Il ritrovamento rappresenta un nuovo tassello nella conoscenza delle strutture sotterranee storiche dell’altopiano triestino, spesso ancora poco documentate e in parte dimenticate nel tempo.
I volontari del GAAST hanno infine voluto ringraziare tutti coloro che stanno partecipando alle attività di recupero e tutela del patrimonio storico locale, sottolineando l’importanza del lavoro condiviso per riportare alla luce luoghi che fanno parte della memoria del territorio.