Muggia. Inaugurata l'opera di street art sulla storia della cittadina istro-veneta
È stata inaugurata questa mattina l’opera di street art alle porte di Muggia che racconta la storia della città. Un murales lungo 95 metri e alto 4,2, realizzato dal Comune di Muggia, attraverso l’intervento dell’artista Davide Comelli, insieme a Mattia Campo Dall’Orto. L’area individuata è stata quella dell’ex cantiere Felszegi (oggi san Rocco) e la strada è via Trieste, una delle principali arterie di accesso a Muggia. All’inaugurazione hanno preso parte il sindaco Paolo Polidori, il vicesindaco Nicola Delconte e gli assessori Andrea Mariucci, Giorgio De Sanctis, Alessandra Orlando ed Elisabetta Steffè. “Si tratta di un’opera fortemente voluta da tutta la maggioranza - ha ricordato il sindaco, particolarmente attento all’abbellimento dell’ingresso di Muggia, - e già inserita nel programma elettorale. Un'opera importante che abbiamo condiviso con l’artista Davide Comelli, con l’intento di ripercorrere la storia di Muggia dai Castellieri alla Serenissima, fino ai tempi moderni, con particolare attenzione ai cantieri navali. L'impatto visivo è notevolissimo, considerando che è un murales di quasi cento metri. Un' opera che accoglie il turista mostrando storia e sviluppo della città, ma che nel contempo, come indicato dallo stesso artista, ha anche un valore affettivo per molte persone che nei volti ritratti hanno riconosciuto parenti del Novecento. Un doveroso ringraziamento - ha concluso Polidori - va anche ai cantieri San Rocco, che hanno entusiasticamente prestato lo spazio”.
Il percorso di ricerca ha visto nella sua prima fase la raccolta di immagini storiche per definire e raccontare le diverse tematiche. Come fonti sono state utilizzate l’archivio storico della biblioteca comunale, le documentazioni del museo Carà e raccolte private che testimoniano la vita del cantiere e della città nelle diverse epoche. Tra i temi scelti ampio spazio è stato dato alla cantieristica navale, che è stata fondamentale nella storia della città e del suo sviluppo. Tra le figure individuate e inserire nell’opera ci sono anche immagini che parlano del Mandracchio, considerando che Muggia è una delle poche città del Mediterraneo ad avere un Mandracchio che non sia stato interrato e ancora utilizzato. Valorizzata anche la figura di Ugo Carà, il legame con la città e la Repubblica di Venezia e il rapporto tra Muggia e il suo mare. Ai disegni lungo tutta la parete del cantiere si aggiungono tocchi di colore, in diversi punti della narrazione, che rappresentano un omaggio al Carnevale.