“La tecnologia è ovunque, piaccia o no”: la risposta triestina che ribalta la polemica sulle casse automatiche
A Trieste la polemica sulle casse automatiche continua a far discutere. Dopo lo sfogo di una cittadina, arriva ora la riflessione netta e senza troppi giri di parole di un triestino, Franco, che sceglie un approccio diverso: meno rabbia contro le macchine e più preoccupazione verso quello che sta arrivando.
Il suo messaggio è una specie di doccia fredda nel dibattito: non tanto per il tono, quanto per il punto centrale, che sposta il bersaglio dal presente al futuro.
“Mi dispiace per la signora, ma…”: il commento che cambia prospettiva
Franco parte con una premessa chiara: comprensione umana per chi si sente spinto fuori dalla modernità. Ma subito dopo mette in fila una realtà che, secondo lui, non si può ignorare.
La sua frase-simbolo è semplice e tagliente: “Ormai la tecnologia è ovunque, piaccia o no.”
E in questa riga c’è tutto: l’idea che la discussione sulle casse automatiche rischi di essere “vecchia” già mentre la stiamo facendo.
Il vero tema non è la cassa: è il lavoro che sparisce
Il cuore del ragionamento non riguarda tanto quanto sia giusto far scansionare la spesa al cliente. Franco allarga lo sguardo: oggi ci sembra un fastidio, domani potrebbe essere un’anticipazione.
Secondo lui, infatti, nei prossimi anni molti lavori oggi ancora esistenti potrebbero non esserci più, e non si parla solo di supermercati. È un avvertimento più grande: quello che oggi fa arrabbiare, domani potrebbe diventare normalità in molti settori.
L’ombra lunga sul tema più delicato: gli anziani e le nuove tecnologie
Qui la riflessione si fa più seria: Franco sottolinea che questo processo rischia di avere sempre lo stesso effetto collaterale, cioè mettere in difficoltà chi ha meno dimestichezza.
Ed è qui che entra in gioco un nodo molto triestino, anche sociale: le persone anziane che già oggi vivono con fatica certe trasformazioni e che domani potrebbero trovarsi davanti tecnologie ancora più complesse.
Non è una polemica sterile, ma un ragionamento: il problema non è “cassa sì/cassa no”, ma quanto velocemente stiamo andando verso un mondo che lascia indietro qualcuno.
Un dibattito che divide Trieste: tra nostalgia e inevitabilità
Da un lato chi vede le casse automatiche come un’ingiustizia e uno “scarico” di lavoro sul cliente, dall’altro chi sostiene che opporsi sia come arrabbiarsi con la pioggia: può sfogare, ma non ferma il temporale.
Il commento di Franco sta tutto qui: se il futuro è già partito, forse la domanda non è più “come fermarlo”, ma “come rendere più facile starci dentro”, soprattutto per chi rischia di restare ai margini.