Immigrazione a Trieste, Giorgio Cecco: “Umanità sì, ma dentro legalità e sicurezza pubblica”

Immigrazione a Trieste, Giorgio Cecco: “Umanità sì, ma dentro legalità e sicurezza pubblica”

Sull’immigrazione a Trieste “la questione umanitaria è sicuramente prioritaria”, ma deve essere gestita “nella legalità” e non può essere separata dalla sicurezza pubblica. È la linea espressa da Giorgio Cecco, esponente della Civica Idea Giuliana, che interviene nel dibattito cittadino chiedendo un sistema integrato capace di connettere assistenza, controlli e gestione strutturale del fenomeno.

“Non può essere disconnessa dalla sicurezza”: l’equilibrio tra accoglienza e controllo
Cecco insiste sul fatto che l’approccio umanitario non debba diventare una gestione disordinata. Secondo la sua posizione, l’immediata assistenza va collegata a un percorso chiaro e regolato, che tenga insieme la tutela delle persone e la necessità di ordine pubblico. Un’impostazione che parte anche dal riconoscimento della fiducia nei confronti delle forze dell’ordine e delle istituzioni.

Un sito di prima accoglienza adeguato e controlli sanitari
Al centro della proposta di Cecco c’è la necessità di individuare un sito di prima accoglienza adeguato, in grado di garantire una gestione più strutturata dei flussi. In questo spazio dovrebbero essere previsti controlli sanitari, ma anche verifiche “sullo stato dei richiedenti e l’identificazione”, con l’obiettivo di evitare improvvisazioni e situazioni fuori controllo.

Trasferimenti da velocizzare e integrazione caso per caso
Un altro punto indicato come essenziale riguarda la necessità di velocizzare i trasferimenti, riducendo la permanenza prolungata in una situazione di attesa che, secondo Cecco, rischia di trasformarsi in emergenza permanente. In parallelo, viene proposta una valutazione sull’inserimento e l’integrazione per i singoli casi, in modo da costruire percorsi mirati e non generici.

“Situazione ormai cronica”: procedure da rivedere e provvedimenti urgenti
Nel suo intervento, Cecco sottolinea come la situazione sia diventata “ormai cronica”, richiedendo quindi una revisione complessiva delle procedure e provvedimenti concreti. Per Idea Giuliana, l’attuale stato sarebbe “insostenibile dal punto di vista umano” e non potrebbe continuare a pesare “così pesantemente sulla comunità locale”.

Una richiesta di gestione strutturale
La posizione espressa punta a un cambio di passo: umanità e tutela delle persone, ma dentro un quadro di legalità, sicurezza e organizzazione. Un approccio che vuole trasformare un’emergenza ripetuta in una gestione stabile, con strumenti, spazi e procedure adeguate alla realtà triestina.