La scienza si fa spettacolo al Miela: Pietro Monti-Guarnieri e Roberta Pratolini vincono FameLab Trieste 2026

Dai segreti dei raggi cosmici alle frontiere della nutrizione: la divulgazione scientifica ha trovato i suoi nuovi volti sotto i riflettori del Teatro Miela. Si è conclusa tra gli applausi la selezione locale di FameLab 2026, il "talent" internazionale della comunicazione scientifica che premia la capacità di raccontare la ricerca in soli tre minuti, senza l'ausilio di slide o proiezioni.
A conquistare il gradino più alto del podio è stato Pietro Monti-Guarnieri, dottorando in fisica delle astroparticelle presso l'Università di Trieste e l'INFN. Con una rara combinazione di umorismo ed energia, Monti-Guarnieri ha saputo guidare la platea attraverso i complessi fenomeni della fisica dei raggi cosmici, illustrandone con estrema chiarezza le applicazioni pratiche, dalla meteorologia alla tomografia muonica.
Al secondo posto si è classificata Roberta Pratolini, ricercatrice dell’Università di Udine. Il suo racconto, incentrato sulle sfide della food science, ha esplorato con leggerezza ed efficacia il futuro delle proteine ibride, portando sul palco un esempio emblematico: una torta ai lamponi. Entrambi i vincitori staccano così il biglietto per la finalissima nazionale in programma il prossimo autunno, con l’ambizione di rappresentare l’Italia nella sfida internazionale di novembre.
Il terzo premio, accompagnato dal gradimento dei presenti con il premio del pubblico, è andato a Smritirekha Talukdar (Area Science Park). La sua presentazione ha sapientemente intrecciato le neuroscienze con il tema dell’energia sostenibile, offrendo uno spaccato brillante sulla neuroplasticità e sulle alternative ai combustibili fossili.
L'evento, condotto dal fisico e musicista Simone Kodermaz (già vincitore della prima storica edizione triestina), è stato promosso dall’Immaginario Scientifico in stretta collaborazione con le Università di Trieste e Udine, la SISSA e il Comune di Trieste, consolidando il ruolo del capoluogo giuliano nell'ambito del protocollo "Trieste Città della Conoscenza".
I diciotto giovani ricercatori in gara sono stati valutati da una giuria d’eccezione che ha visto alternarsi esperti di diversi ambiti: Nicola Bressi (Museo Civico di Storia Naturale), Vieri Candelise (Ateneo di Trieste), Giulia Casasole (SISSA) e Valeria Filì (Ateneo di Udine). Una serata che ha dimostrato, ancora una volta, come la complessità della scienza possa diventare patrimonio comune quando viene narrata con passione e rigore.
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