Triestino usa contrassegno invalidi della madre morta da 4 anni: maxi multa e 10 punti in meno
Aveva parcheggiato in uno stallo riservato alle persone con disabilità a Opicina, apparentemente in regola. Ma quel contrassegno esposto sul cruscotto, sebbene autentico, non era più valido da anni. A scoprirlo sono stati gli agenti della Polizia Locale del 4° Distretto territoriale, che copre l’Altopiano, durante un controllo di routine che si è trasformato in una sanzione salata.
L’uomo alla guida aveva utilizzato il tagliando rilasciato alla madre, deceduta quattro anni prima. Il documento, che avrebbe dovuto essere restituito subito dopo il decesso all’Ufficio Permessi di via Revoltella, era ancora in uso per garantirsi il posto auto privilegiato.
La Polizia Locale, insospettita dall’atteggiamento del conducente, ha deciso di effettuare ulteriori verifiche. È così emerso che la madre non era più in vita e che l’uso del contrassegno risultava quindi totalmente irregolare.
La sanzione non si è fatta attendere: all’automobilista è stato notificato un verbale di quasi 500 euro, con la decurtazione di 10 punti dalla patente. La somma comprende due violazioni distinte: l’uso improprio del contrassegno (168 euro e 6 punti) e la sosta su uno spazio riservato alle persone con disabilità senza titolo (330 euro e 4 punti).
“Impegno, cura e massima attenzione al lavoro svolto hanno permesso di scoprire questo uso illecito” – ha commentato l’Assessore alla Sicurezza Caterina de Gavardo, sottolineando la professionalità e la vigilanza degli operatori.
Il contrassegno disabili è personale e può essere utilizzato solo se la persona titolare è presente a bordo o nelle immediate vicinanze: non è ammesso l’uso da parte di familiari per svolgere commissioni, anche se destinate al titolare stesso
Il caso di Opicina riaccende il dibattito sull’abuso dei privilegi destinati alle fasce più fragili della popolazione e sulla necessità di mantenere alta l’attenzione nei controlli quotidiani.
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