mercoledì 26 agosto 2026
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Il Comune informa

Trieste raddoppia i contenitori per la raccolta degli oli esausti: oltre 14 tonnellate recuperate in un anno

Luca Marsi·
Trieste raddoppia i contenitori per la raccolta degli oli esausti: oltre 14 tonnellate recuperate in un anno

Da un anno a questa parte, quei contenitori giallo zafferano disseminati nelle isole ecologiche stradali della città sono diventati un simbolo di rispetto per l’ambiente e di partecipazione attiva dei cittadini. E oggi, forte del successo straordinario del servizio, il Comune di Trieste e AcegasApsAmga annunciano il raddoppio delle postazioni: da 22 a 48 punti di raccolta, per rendere ancora più semplice e capillare il conferimento degli oli alimentari esausti.

Un passo avanti decisivo, che conferma la bontà di un progetto capace di tradurre la sensibilità ecologica in azioni concrete e quotidiane. 

Un anno di successi e oltre 14 tonnellate salvate dall’inquinamento

Lo scorso anno, al debutto dell’iniziativa, nei primi sei mesi erano state raccolte quasi 7 tonnellate di oli esausti. Nel 2025 il trend virtuoso è proseguito con altri 6,7 tonnellate nei primi sette mesi, per un totale che supera le 14 tonnellate recuperate grazie al conferimento nei contenitori stradali.

Un incremento netto rispetto al 2023, quando era possibile conferire solo nei quattro centri di raccolta cittadini. Oggi la raccolta complessiva è salita da 27 tonnellate nel 2023 a oltre 31 tonnellate nel 2024.

L’assessore Babuder: “Servizio raddoppiato per rispondere ai cittadini”

«Il servizio di raccolta oli esausti ha avuto un enorme successo – ha dichiarato Michele Babuder, assessore alle Politiche del Territorio –. In pochi mesi abbiamo visto la risposta positiva della cittadinanza, che ha compreso l’importanza di conferire correttamente questo rifiuto così inquinante. Abbiamo quindi raddoppiato il servizio, portando a 48 i contenitori distribuiti sul territorio. Per conferire basta una bottiglia di plastica: così si ricicla sia l’olio sia il contenitore stesso».

AcegasApsAmga: “Dal rifiuto al biocarburante”

«L’olio alimentare non conferito correttamente è altamente inquinante, soprattutto per il mare – ha aggiunto Luca Vascotto dei Servizi Ambientali di AcegasApsAmga –. Con le tecnologie di oggi possiamo trasformare questo rifiuto in un biocarburante HVO utilizzabile anche dai motori diesel di nuova generazione. Già parte della nostra flotta ambientale lo utilizza, riducendo consumi ed emissioni».

Come conferire correttamente

Il conferimento è semplice: si versa l’olio freddo in una bottiglia di plastica e la si deposita nel contenitore. Da evitare assolutamente bottiglie di vetro.

I nuovi contenitori sono progettati per resistere a urti e agenti atmosferici e possono contenere fino a 300 bottiglie da un litro.

Perché è importante

Un solo litro di olio disperso può inquinare fino a 1.000 metri quadrati di mare. Conferirlo correttamente significa proteggere le risorse idriche e trasformare un rifiuto in una risorsa preziosa grazie al progetto HOVE (Hera Oli Vegetali Esausti), in collaborazione con ENI.

L’olio raccolto a Trieste finisce alla raffineria di Marghera, dove diventa componente del biodiesel HVO, riducendo l’uso di combustibili fossili e chiudendo il cerchio dell’economia circolare.

Questo raddoppio di contenitori è una nuova, importante sfida vinta per l’ambiente: un invito concreto ai triestini a continuare su questa strada, dimostrando che anche un piccolo gesto quotidiano può fare una grande differenza per il mare e per la città.

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