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Il Comune informa

Tornano a splendere i ritratti dei Bonomo: Lions dona al Museo Sartorio 4 capolavori del 700 restaurati

Luca Marsi·
Tornano a splendere i ritratti dei Bonomo: Lions dona al Museo Sartorio 4 capolavori del 700 restaurati

Nel pomeriggio di venerdì 30 maggio 2025, il Museo Sartorio di Trieste ha fatto da cornice a un evento di profonda rilevanza culturale e simbolica: la cerimonia di consegna del restauro di quattro ritratti settecenteschi appartenenti all’antica e influente famiglia triestina dei Bonomo, grazie a un prezioso service promosso dal Lions Club Trieste San Giusto per l’anno lionistico 2024-2025.

Un gesto di mecenatismo per la memoria storica triestina

Alla cerimonia hanno preso parte, tra gli altri, Giorgio Rossi, assessore alle Politiche della Cultura e del Turismo del Comune di Trieste, la presidente del Lions Club Trieste San Giusto Luisella Zecchin, i soci Carlo Borghi e Marina Cinco, che hanno coordinato l’iniziativa, la conservatrice del Museo Sartorio Michela Messina e la restauratrice Giovanna Nevyjel.

I ritratti, appartenenti alle collezioni dei Musei Civici di Storia ed Arte dal 1921, raffigurano quattro membri del ramo cadetto della casata de Bonomo: il colonnello Francesco Saverio de Bonomo, sua moglie Elisabetha Graziani von Treuenbach, il figlio Cristoforo Pietro de Bonomo – figura centrale della Trieste imperiale – e la consorte Ernestina de Linck.

Attribuiti a un pittore austriaco attivo attorno al 1780, forse proprio a Trieste, i dipinti sono tornati a nuova vita grazie all’intervento dello studio triestino Nevyjel Restauri d’Arte, con la supervisione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia.

Il restauro: rigore tecnico e rispetto filologico

Le quattro tele (olio su tela, 36x30 cm) versavano in stato di conservazione discreto ma compromesso da polvere, sporco e piccole lacune cromatiche. Il restauro ha previsto la pulitura delicata della pellicola pittorica, la stuccatura delle lacune con gesso di Bologna e colla di coniglio, e un ritocco cromatico calibrato con pigmenti a vernice.

Un’attenzione particolare è stata riservata anche alle cornici dorate, trattate con stuccature e ritocchi naturali. Per migliorare l’equilibrio visivo, sono stati inseriti piccoli listelli lignei dorati, mentre le targhette originariamente fissate sul fronte sono state trasferite con cura sul retro dei dipinti. Anche i fissaggi metallici preesistenti sono stati sostituiti con sistemi meno invasivi, salvaguardando al contempo le iscrizioni storiche presenti sui telai lignei.

Una famiglia nobile, una città che ricorda

I Bonomo – o de Bonomo – furono feudatari di San Dorligo e San Giuseppe della Chiusa, e sin dal Medioevo appartennero alla Confraternita delle XIII Casate. Tra le figure più eminenti si ricordano il vescovo Pietro Bonomo, umanista e poeta cinquecentesco, e Andrea Giuseppe de Bonomo-Stettner, raffinato collezionista e numismatico, proprietario della storica Villa Bonomo sul colle di Terstenico (oggi Monte Radio), alla quale si deve l’apertura di via Bonomea nel 1779.

I quattro volti restaurati restituiscono non solo la dignità a un patrimonio artistico ma anche l’identità culturale di un’intera città, con tratti fisionomici vividi, abiti militari accuratamente descritti, pettinature ispirate alla moda parigina lanciata da Maria Antonietta – dalla coiffure à l’enfant al sofisticato pouf settecentesco.

Grazie al contributo del Lions Club Trieste San Giusto, Trieste si riappropria di un prezioso frammento della sua storia visiva, testimonianza nobiliare e artistica di un'epoca che continua a parlarci attraverso lo sguardo dei suoi protagonisti.

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