giovedì 28 maggio 2026
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Sviluppo del Porto Vecchio, progetto PortoVivo: opere avviate per 160 milioni di euro

Luca Marsi ·
I lavori in corso, le prossime attività e gli interventi legati allo sviluppo del Porto Vecchio, ora PortoVivo di Trieste sono stati al centro oggi (venerdì 23 dicembre) della conferenza stampa, svoltasi nel salotto azzurro del palazzo municipale, alla quale sono intervenuti il sindaco Roberto Dipiazza, l'assessore al Porto Vecchio (ora PortoVivo) Everest Bertoli e il presidente del Consorzio Ursus ing. Giulio Bernetti. “Ci sono già 160 milioni di euro d’investimenti in opere e lavori pubblici con cantieri e gare già avviate nel Porto Vecchio, ora PortoVivo di Trieste - ha detto il sindaco Roberto Dipiazza – e mi fa davvero sorridere pensare che c’è qualcuno che va dicendo che non abbiamo fatto niente. Invece si sta lavorando molto bene: pensiamo ad esempio a quanto si sta facendo con i 33 milioni sul Magazzino 26, ai 15 milioni per l’urbanizzazione, ai 10 milioni per il terrapieno di Barcola e ai 62 milioni per la cabinovia. E’ questa la miglior risposta, che parla con i fatti e con atti concreti”. “I cantieri in corso – ha spiegato l’ing. Giulio Bernetti – sono visibili a tutti e riguardano il secondo lotto di infrastrutture (fognature, rete elettrica ecc) e il Museo del Mare. I cantieri già ultimati sono quelli del primo lotto infrastrutturale, la parte viabilità del Centro congressi, con lo stesso Centro congressi, il parcheggio Bovedo. Resta da fare tutto quello che è finanziato dal PNRR con molte delle opere già in gara e si stanno finalizzando i progetti, l’intervento pubblico è massiccio in Porto Vecchio, anche in termine d’interesse della Regione con l’acquisto di alcuni magazzini per lo sviluppo di un hub della pubblica amministrazione”. “ C’è poi la parte privata - ha evidenziato ancora Bernetti – e il piano operativo di valorizzazione approvato ieri dai tre soci Ursus (Regione FVG, Comune di Trieste e Autorità Portuale) ha dato il via libera alla ricerca di un interlocutore unico, per uno sviluppo migliore, sia dal punto di vista energetico che della gestione delle destinazioni d’uso. Vogliamo evitare un’alienazione ad un fondo d’investimento che magari compra e poi lascia tutto li per favorire un’alienzione capace di restare in mano al pubblico in termini di redini, in modo che chi effettivamente investe realizzi realmente”. Non ci sarà quindi dal 2023 una banale vendita di 20/25 magazzini (con una stima ufficiale validata dall’Agenzia delle Entrate di oltre 62 milioni di euro) ma un obbligo del fare da parte del privato, con una regia in mano pubblica”. “La giornata d’ieri è stata importate per le linee guida che sono state date al Consorzio Ursus - ha ribadito l’assessore Everest Bertoli – e perché il 2023 sarà l’anno della scelta del partner privato e di una partenza a razzo”. “Puntiamo -ha proseguito Bertoli - su una alienazione in blocco e con una regia che resti, almeno per i primi anni, in mano pubblica. Vogliamo operare nell’ottica di un sistema trigenerazionale, ovvero che in quest’area si trovino bene i bambini, gli adulti e gli anziani. D’essere quella del Porto Vecchio, ora PortoVivo, un’area fruibile per tutte e tre queste fasce di popolazione. E’ questa la nostra scommessa, unita al fatto che si crei anche un’area autonoma dal punto di vista energetico e soprattutto verde. Infine abbiamo anche registrato il logo di PortoVivo che a questo punto diventa il marchio ufficiale di tutte le azioni che saranno portate avanti”. COMTS-GC

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