Ritorno di Trieste all’Italia: tre concerti per ricordare Giulio Viozzi e la sua musica da camera

Si inserisce nel calendario della attività culturali realizzate dal Comune di Trieste con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia nella ricorrenza del 70° anniversario del ritorno di Trieste all'Italia la terna di conferenze-concerto dedicata allamusica da camera di Giulio Viozzi (1912-1984), proposta dal Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” e che ha per protagonisti i musicisti del Gruppo Strumentale Lumen Harmonicum.
Tre dunque gli appuntamenti in programma nella Sala “Bobi Bazlen” di Palazzo Gopcevich (Via Rossini 4) con inizio alle ore 17.30 e a ingresso libero, per tre mercoledì consecutivi, a partire mercoledì 30 ottobre, che offriranno all'ascolto le musiche di Viozzi scritte per trio: ai sempre presenti violoncello e pianoforte Viozzi alternò il clarinetto, il violino e il flauto. L’occasione di scrittura fu la presenza in città di alcune formazioni cameristiche particolarmente care all’autore, tutte formate da colleghi, amici e compagni d’arte: il Trio Ars Nova di Bruno Bidussi (pianoforte) Giorgio Brezigar (clarinetto) e Guerrino Bisiani (violoncello); il Trio di Trieste di Dario De Rosa (pianoforte), Renato Zanettovich (violino) e Libero Lana (violoncello); il Trio Pro Musica di Roberto Repini (pianoforte), Bruno Dapretto (flauto) e Adriano Vendramelli (violoncello).
La partenza, mercoledì 30 ottobre 2024, è nel segno delle composizioni dedicate al Trio Ars Nova (e al clarinetto), con Marta Macuz al clarinetto, Massimo Favento al violoncello eCorrado Gulin al pianoforte, che eseguiranno ilCapriccio per pianoforte, l'Improvviso per clarinetto e pianoforte, A Duke Ellington per pianoforte e il Trio per clarinetto, violoncello e pianoforte.
Diplomatosi nel 1931 in pianoforte, Giulio Weutz (poi Viozzi) aveva avuto modo di perfezionarsi con Angelo Kessisoglù, salendo poi alla ribalta nazionale con la Rassegna dei giovani concertisti nel 1936. Aveva iniziato subito un’intensa attività concertistica ed esecutiva; tuttavia fu sempre più attratto dalla composizione, arte e disciplina creativa in cui si era regolarmente diplomato nel 1937. Ebbe come mentore Antonio Illersberg, guida significativa per molti musicisti triestini della sua generazione. Conscio delle difficoltà della sua epoca, disgregata in stili, correnti e linguaggi i più diversi, e caratterizzata da innumerevoli scontri sull’identità stessa del “fare musica”, Viozzi era solito dichiarare di «aver scelto il rifiuto degli estremismi dell’avanguardia e dell’assoluta dissoluzione tonale, cercando di riportare la musica vicino agli uomini» con l’intenzione di restituire «alla musica una vera e propria funzione sociale», come amava ricordare all’amico Massimo Mila, compagno di cordata in ricercatissime scalate alpine. Negli anni ’50-’60 fu tra i compositori italiani più eseguiti a livello nazionale senza dimenticare diversi successi a livello internazionale. Il corpus delle opere di Viozzi è imponente: compose 7 opere teatrali (Allamistakeo, La giacca dannata e Il sasso pagano sono le più rappresentate e conosciute), 3 balletti, musiche di scena, una ventina di composizioni per orchestra, una decina di concerti per strumenti solisti e orchestra, musica per banda, una notevole quantità di brani cameristici per quasi tutti gli strumenti, una mole considerevole di musica vocale da camera, popolare e corale.
L’eredità artistica di Giulio Viozzi è custodita oggi dal Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”. Grazie alla generosa sensibilità della vedova Gemma Kenich Viozzi, nel 1991 venivano infatti donati al Museo l’archivio (contenente corrispondenza, rassegna stampa relativa alle esecuzioni, testi di conferenze e programmi radiofonici), il pianoforte e la biblioteca personale del Maestro. In seguito al successivo legato testamentario del 1998 sono venute ad aggiungersi tutte le musiche di Viozzi: manoscritti ed edizioni a stampa di parti, spartiti e partiture di un catalogo compositivo comprendente opere, balletti, partiture sinfoniche e cameristiche, rielaborazioni di canti popolari e musica pianistica.
I successivi appuntamenti sono in calendario mercoledì 6 novembre, con le composizioni dedicate al Trio di Trieste (e al violino e al violoncello), e mercoledì 13 novembre, con le composizioni dedicate al Trio Pro Musica (e al flauto).
L'ingresso è libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
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