Quasi 2.000 incidenti in un anno, 7 morti e centinaia di feriti: ecco perché Trieste punta sui ragazzi
L’educazione stradale non è solo un’attività didattica, ma una vera azione di prevenzione che incide direttamente sulla sicurezza urbana. È su questo principio che si fonda l’impegno della Polizia Locale di Trieste, attiva dagli anni Settanta nelle scuole di ogni ordine e grado per diffondere la cultura della legalità e della sicurezza stradale.
Il progetto, promosso dal Comune di Trieste, si è progressivamente evoluto nel tempo, adattando linguaggi, metodi e contenuti alle diverse fasce d’età, dalla scuola dell’infanzia fino alle superiori. L’obiettivo dichiarato è chiaro: formare cittadini consapevoli, partendo dai più giovani, affinché le regole della strada diventino parte di un più ampio percorso educativo.
Operatori formati e presenza costante nelle classi
L’attività è svolta da personale della Polizia Locale che aderisce volontariamente al progetto e che segue un percorso di selezione e formazione specifico prima di entrare nelle scuole. Attualmente sono 15 gli operatori attivi, affiancati da un ex operatore in pensione madrelingua slovena, con ulteriori agenti in fase di valutazione per ampliare il gruppo.
La presenza nelle classi non è episodica, ma strutturata e continuativa, a testimonianza di un progetto che negli anni ha consolidato credibilità e fiducia da parte degli istituti scolastici.
Numeri che raccontano un impegno crescente
Dal 2018 a oggi, l’educazione stradale della Polizia Locale ha coinvolto oltre 1.000 classi e più di 14mila alunni, solo nelle scuole dell’infanzia, negli ultimi cinque anni. Per l’anno scolastico 2025-2026 il programma conferma una diffusione capillare.
Nelle scuole superiori sono previsti 9 incontri assembleari da tre ore ciascuno, in 14 istituti, con 1.215 studenti coinvolti. Nelle scuole medie inferiori si svolgono incontri mirati che affiancano l’educazione stradale a temi come il bullismo e i rischi legali legati all’uso di sostanze, con 103 studenti coinvolti in due istituti.
Per le scuole primarie, l’attività comprende stand educativi in piazza Unità, spettacoli teatrali in collaborazione con ACI e momenti di gioco-formazione, per un totale di circa 400 alunni. Nelle scuole dell’infanzia, invece, il progetto assume una forma ancora più esperienziale, con 45 incontri-gioco in aula, prove pratiche nei quartieri e 44 incontri nel campo scuola “Anna Penta”, coinvolgendo 47 scuole e 872 bambini.
Incidenti a Trieste: il quadro del 2025
Il lavoro educativo trova un fondamento concreto nei dati sugli incidenti stradali registrati nel 2025. Secondo le statistiche della Polizia Locale, a Trieste si sono verificati 1.962 incidenti, con una media di 5,37 al giorno. Di questi, 7 hanno avuto esito mortale, 764 hanno causato lesioni personali e 1.191 si sono conclusi con soli danni materiali.
Le persone coinvolte sono state 4.001: 7 decedute, 890 ferite in modo più o meno grave e 3.104 rimaste illese. Particolarmente significativo il dato sui veicoli a due ruote: 658 motocicli e ciclomotori coinvolti, con 3 vittime mortali e 499 feriti, pari al 65% del totale delle persone ferite.
Giovani e giovanissimi: una fascia da proteggere
L’analisi per fasce d’età evidenzia un elemento chiave per le politiche di prevenzione. Le persone tra 0 e 24 anni rappresentano complessivamente il 21% dei soggetti coinvolti negli incidenti. In particolare, risultano coinvolti 545 giovani tra i 18 e i 24 anni, 148 tra i 10 e i 17 anni e 125 bambini sotto i 10 anni.
Un dato che conferma come l’educazione stradale, pur interessando una percentuale inferiore rispetto alle fasce adulte, resti strategica per costruire comportamenti corretti negli adulti di domani.
Dalla teoria alla vita reale
Secondo la Polizia Locale, il successo del progetto educativo deriva anche dall’esperienza diretta maturata sul territorio. Gli agenti che entrano nelle scuole sono gli stessi che ogni giorno gestiscono oltre il 90% degli incidenti sul territorio comunale. Un bagaglio professionale che rende le lezioni concrete, credibili e ancorate alla realtà.
Le regole della strada non vengono presentate come teoria astratta, ma come strumenti di tutela della vita quotidiana. Un messaggio che, numeri alla mano, resta centrale per ridurre incidenti, feriti e vittime sulle strade cittadine.
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