giovedì 28 maggio 2026
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Il Comune informa

«Non aver paura del buio» percorso di avvicinamento al teatro: coinvolti 1700 bambini triestini

Luca Marsi ·
Gianpiero Lapilli - che ha avuto una lunga esperienza con i Piccoli di Podrecca collaborando con Sergio D’Osmo - ha condotto una parte dell’ultimo corso di formazione per marionettisti promosso dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, dall’Enaip e dalla Regione, decidendo in quell’occasione di delineare un progetto creativo particolare. Nasce così da un sogno “Non aver paura del buio”, anzi, da una frase che Gianpiero Lapilli, ideatore dello spettacolo, ha sognato molti anni fa: “Non aver paura del buio perché chi ha paura del buio ha paura della fantasia”. Una bella frase che poi lo ha accompagnato attraverso la vita e che è stata l’ispirazione di questo nuovo progetto con i Piccoli di Podrecca.
 
Prende vita così il nuovo allestimento che si rivolge ai bambini, un pubblico davvero speciale che può partecipare “senza filtri” a ciò che avviene in palcoscenico. Ed è così che nasce la collaborazione con l’Assessorato alle Politiche dell’educazione e della famiglia del Comune di Trieste. "Far arrivare l'arte dello spettacolo con le marionette nelle nostre scuole dell'infanzia comunali – ha sottolineato l“assessore Matteoni - è davvero una grandissima soddisfazione. Il percorso di collaborazione con il Teatro Stabile del Friuli-Venezia Giulia il Rossetti ci aiuterà ad ampliare l'offerta educativa all'interno delle nostre Scuole dell“Infanzia a beneficio dei nostri bambini che, attraverso il magico mondo delle marionette, impareranno e scopriranno nuove emozioni e nuove occasioni per esprimersi”.
 
“Questo progetto - spiega l’assessore Matteoni - rimarca l'attenzione che il Comune di Trieste e questo Assessorato rivolgono nell'offrire ai bambini di Trieste un servizio scolastico di valore, denso di opportunità di crescita. Sono sicura infatti che sempre più famiglie sceglieranno le nostre scuole d'infanzia comunali, eccellenza del nostro territorio." Il progetto di avvicinamento al teatro permette il coinvolgimento di 1.733 bambini di tutte le ventinove scuole dell’infanzia comunali (più una sezione distaccata) e viene replicato nelle mattinate tra i mesi di ottobre e di novembre, in tutte le sedi educative, con ben trentatré rappresentazioni.
 
La scrittura di Lapilli, gioca molto con l’identificazione fra il protagonista - Totò, una marionetta antropomorfa, un bambino dunque - e gli spettatori ai quali insegna, attraverso l’esperienza teatrale, a gestire e a spiegarsi emozioni potenti come la paura e la stessa fantasia. Totò - che ha paura del buio - cerca infatti di vincerla giocando alle “ombre cinesi” ma il lupo che l’ombra disegna, sorprendentemente si materializza in scena: il bimbo lo seguirà, affrontando una simpatica avventura e l’incontro con diversi personaggi buffi. Prima un’ oca, poi la rana ed infine un vecchio saggio che a Totò fornisce una lezione importante. Inutile dire che presto anche gli spettatori superano ogni remora verso il lupo, che diventa il personaggio preferito: «È lui la vera rockstar» scherza Gianpiero Lapilli, davvero sorpreso - dopo le prime repliche nelle scuole - dell’accoglienza entusiastica dei bambini. «Nel corso dello spettacolo - spiega - le animatrici usano molte diverse tecniche di teatro di figura, dalle classiche marionette a filo ai burattini “a guanto” o “a stecca”, alle ombre: è uno stimolo alla creatività e ad usare la fantasia anche nei giochi. I bambini hanno chiaramente bisogno di tutto questo, come di appassionarsi al mondo pieno di sortilegi e di mestieri del teatro». Lo spettacolo ha ottenuto un contributo dalla Fondazione Casali.

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