Lunedì 20 febbraio, alle ore 17.30, per il cartellone dei "Lunedì dello Schmidl" è
dedicato a "I Capuleti e i Montecchi" di Vincenzo Bellini l'appuntamento con "FUORI
SCENA", il nuovo ciclo di guide all’ascolto delle opere in scena al Teatro Verdi di Trieste.
L’iniziativa si svolge nel segno della consolidata collaborazione tra il Civico Museo
Teatrale “Carlo Schmidl”, l’Associazione Triestina Amici della Lirica “Giulio Viozzi” e
la Fondazione Teatro Lirico “Giuseppe Verdi”.
L’opera, nella produzione firmata da Arnaud Bernard nell'allestimento della
Fondazione Arena di Verona in coproduzione con la Fondazione Teatro La Fenice di
Venezia e con la Greek National Opera, sarà in scena dal 24 febbraio al 5 marzo al “Verdi”
di Trieste. Sul podio il Maestro Enrico Calesso, Maestro del Coro Paolo Longo.
Allo “Schmidl” sarà la giornalista Sara Del Sal a raccontare l’opera del compositore
catanese, avvalendosi anche di esempi musicali e video.
Può sorprendere che un capolavoro come "I Capuleti e i Montecchi" di Vincenzo
Bellini, andato in scena per la prima volta al Teatro La Fenice l'11 marzo del 1829, sia nato
sotto l’egida del “riciclo”, ovvero del riutilizzo di fonti eterogenee, fuse per dare vita a un
opus composto da elementi già esistenti, ma di fatto nuovo per le orecchie degli ascoltatori.
L'opera, nata in fretta per sostituirne una mai consegnata da Giovanni Pacini, avrebbe
avuto la sua prima rappresentazione a Trieste nel febbraio del 1831, due anni dopo la prima
veneziana.
Col suo fido librettista, Felice Romani, Bellini fece di necessità virtù e, per uno di
quei casi celebri nella storia del melodramma, l’assemblaggio dei materiali che
compongono "I Capuleti e i Montecchi" (provenienti in gran parte dalla precedente
"Zaira") produsse un’opera di successo. L'esiguità del tempo costrinse Romani ad un
eccezionale sforzo di concisione, che risolse in una drastica riduzione del numero dei
personaggi, anche accorpando alcune delle figure iconiche del dramma di Shakespeare (qui
assume più peso Tebaldo) e spostando il focus dell'opera più sul conflitto politico tra le
fazioni guelfe dei Capuleti, legati al papato, e quelle ghibelline dei Montecchi, legati
all'imperatore (come suggerisce d'altronde il titolo "I Capuleti e i Montecchi"), che non su
quello della “pietosa istoria” sentimentale dei giovani sfortunati amanti Giulietta e Romeo.
Nondimeno le arie, gli insiemi, e gli emozionanti duetti composti per quest'opera
appartengono agli esiti più alti della vocalità belliniana, come - per fare solo un paio di
esempi - le famose arie di Giulietta "Ah, quante volte" e "Ah! Non poss'io partir". A
Venezia in quella primavera del 1829 il caso volle che per il ruolo di Romeo fosse
disponibile il mezzosoprano Giuditta Grisi, versata nei ruoli en travesti e, pensando a lei,
Bellini e Romani riadattarono il libretto della "Giulietta e Romeo" che Romani aveva
composto per Nicola Vaccai nel 1825, in cui la parte di Romeo era affidata un contralto en
travesti. Vincenzo Bellini, principe della melodia, nei "Capuleti e Montecchi" ne fa
particolare sfoggio. La partitura è fra le sue più ricche di sfoghi lirici memorabili, fino a uno
dei punti più alti di tutto il suo teatro sonoro: la sublime aria di addio a Giulietta "Deh! Tu,
dell'anima" che il giovane Montecchi intona nel finale, prima che una tragica ironia
consegni il suo corpo morente al risveglio dell’amata.
Interpreti dell'opera al Verdi saranno: Caterina Sala (24, 26/II - 3, 5/III) e Olga
Dyadiv (25/II – 4/III) nel ruolo di Giulietta, Laura Verrecchia (24, 26/II - 3, 5/III) e Sofia
Koberidze (25/II – 4/III) nel ruolo di Romeo, Marco Ciaponi (Tebaldo), Viktor Shevchenko
(Capellio) e Emanuele Cordaro (Lorenzo).
Ingresso libero fino ad esaurimento di posti disponibili. Consigliata la prenotazione
(indicando nome, cognome e recapito telefonico) all'indirizzo di posta elettronica
info@amiciliricaviozzi.it
COMTS
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