“Lubitel Stories”, la mostra sulla fotografia analogica in programma dall'11 al 19 maggio in Porto Vecchio-Porto Vivo
Questa mattina (venerdì 3 maggio) nella Sala "Bobi Bazlen" di Palazzo Gopcevich è stata presentata in conferenza stampa la mostra dedicata alla fotografia analogica "Lubitel Stories: storie di luce e d'ombra", in programma nella Sala "Leonor Fini" del Magazzino 26 di Porto Vecchio-Porto Vivo dall'11 al 19 maggio in orario 10-19 a ingresso libero (inaugurazione venerdì 10 maggio alle ore 18).
Accanto a una rappresentanza del Comune di Trieste sono intervenuti il curatore dell'esposizione Giovanni Manisi e il presidente dell'associazione CentoFoto Aps Calogero Chinnici.
È significativo l'utilizzo degli spazi espositivi di Porto Vecchio - Porto Vivo i quali, ospitando questa come altre mostre di alta qualità, testimoniano l'attrattività attuale e potenziale dell'antico scalo, destinato a diventare un nuovo organo pulsante della città affacciato sul mare.
Il curatore Giovanni Manisi ha spiegato che Lubitel è una macchina fotografica di produzione sovietica che, grazie alle sue caratteristiche di semplicità, robustezza e completa meccanizzazione, negli anni è diventata uno strumento di fruizione comune e grande diffusione, permettendo alle persone di fissare i loro ricordi. Dopo il 1989 è diventata oggetto di curiosità anche in Occidente in un momento di transizione verso il digitale. Su tale scia è nato a Vienna e si è quindi diffuso in Europa "Lomography", movimento fotografico che si prefigge di recuperare l'analogico come atto divertente e giocoso, anche tramite la valorizzazione di apparecchi tecnici tra cui Lubitel. In questo senso la mostra espone opere dalla resa unica, in cui si riscoprono la manualità e la dimensione artigianale nel fare fotografia.
Il presidente dell'associazione CentoFoto Aps Calogero Chinnici ha aggiunto che nella mostra saranno visibili gli scatti di fotografi provenienti da tutta Europa, nell'ottica di una fotografia intesa come arte, che grazie all'analogico permette di avere copie uniche e diverse l'una dall'altra anche nell'era della riproducibilità tecnica. Ha altresì evidenziato l'interesse giovanile nei confronti dell'analogico, paragonabile a quello che oggi si diffonde nei confronti del vinile: il fascino di sviluppare un negativo, della camera oscura, di seguire un processo artigianale.
"Lubitel Stories: storie di luce e d'ombra" affronta con delicatezza temi come la produzione di apparecchi fotografici, pellicole e tecniche legati all'era analogica; la Lomografia; l'iconica Lubitel; l’esilio; l’ostracismo artistico; l'arte come ponte che attraverso i confini geografici unisce anziché dividere. Il suo obiettivo è far comprendere ai più giovani la fotografia su pellicola, che sta appunto tornando prepotentemente alla ribalta. Un viaggio nel tempo e nello spazio, un invito a riflettere, a connettersi e a celebrare l’umanità in tutte le sue sfumature. Sono infatti storie di umanità quelle che, con diversi approcci, hanno saputo catturare i fotografi protagonisti della mostra, provenienti da diversi angoli di un'eterogenea Europa, tra i quali Yuri Melnikov, Jared Gerlach, Olle Pursiainen, Matthias Rabiller, Viktor Senkov,Chiara Dondi, Carlo Chiapponi, Giovanni Manisi, Calogero Chinnici, Massimo Stefanutti. Le immagini, stampate con la massima qualità fine art, saranno accompagnate da pannelli descrittivi bilingue (italiano e inglese) che arricchiranno l'esperienza dei visitatori.
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