Giorno della Memoria 2025: solenne cerimonia alla Risiera di San Sabba (VIDEO)

“Ogni anno, il 27 gennaio, il mondo si ferma per commemorare le vittime dell'Olocausto, un capitolo buio della storia umana che ha lasciato cicatrici profonde e lezioni imprescindibili, anche nelle nostre terre, anche in questo luogo che ne rappresenta l’orrore e trasuda disperazione”.
Lo ha detto il sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza intervenendo oggi (lunedì 27 gennaio) alla solenne cerimonia del “Giorno della Memoria”, svoltasi nella Risiera di San Sabba, Monumento nazionale, unico campo di sterminio nazista con forno crematorio in Italia.
“La Shoah rappresenta il culmine della disumanizzazione e dell’odio ideologico incarnati dal regime nazista e dai suoi alleati fascisti. Il nazifascismo, attraverso leggi razziali, propaganda e un sistema repressivo capillare, ha trasformato l’odio in politica di Stato, giustificando la persecuzione sistematica di intere categorie di persone”.
“Di fronte a tale brutalità, ci furono però donne e uomini che decisero di opporsi, spesso a costo della propria vita, combatterono per salvare vite umane e per restituire dignità e libertà al proprio Paese. In Italia, la resistenza di tutti rappresentò un faro di speranza e un esempio straordinario di sacrificio”.
“Il Giorno della Memoria ci ricorda che il silenzio è complice e che ogni voce può fare la differenza. Come cittadini del mondo, abbiamo la responsabilità di difendere i diritti umani e di opporci a qualsiasi forma di discriminazione, violenze, attacco all’umanità, affinché tragedie come l'Olocausto non abbiano mai più luogo”.
Il sindaco Dipiazza ha detto che “come Amministrazione ci stiamo impegnando molto, sia attraverso l’importante calendario di eventi organizzato dal Comune di Trieste, sia nell’aver deciso di mettere a frutto i 3 milioni di euro di finanziamenti ministeriali in questo Monumento Nazionale della Risiera di San Sabba, affinché da queste mura, dove l’uomo ha perso la sua umanità, attraverso la Cultura della memoria e dal seme dell’odio possa germogliare e fortificarsi la luce della conoscenza, del rispetto, della libertà, della democrazia”.
“Per raggiungere questo scopo stiamo intervenendo già da due anni con importati operazioni strutturali, ed ho il piacere di comunicare che i lavori stanno arrivando alla loro conclusione, per accrescere le potenzialità divulgative e culturali di questo luogo che registra già oltre 130 mila visite all’anno - ha continuato Dipiazza -. Stiamo implementando l’accessibilità con la realizzazione di un ascensore, ma soprattutto stiamo lavorando per riqualificare e dare ai visitatori importanti spazi espositivi, divulgativi, sale letture, postazioni per ricerca e studio, sale per convegni affinché tutti possano diventare portatori della memoria. Come dice l’assessore e amico Giorgio Rossi “L’obiettivo è che uscendo da qui, il visitatore senta che in lui qualcosa è cambiato”.
Infine il sindaco Roberto Dipiazza ha concluso sottolineando come “in questo 27 gennaio, ed ogni volta che possiamo, troviamo il tempo per fermarci a riflettere. Ascoltiamo le testimonianze, leggiamo i libri, visitiamo i luoghi della memoria. E, soprattutto, onoriamo il sacrificio di chi si oppose al nazifascismo e di chi perse la vita, rinnovando il nostro impegno a preservare e tramandare questa memoria, affinché il passato possa davvero essere una lezione per il futuro”.
All’intervento del sindaco di Trieste Roberto Dipiazza è seguito quello del Sindaco di San Dorligo della Valle, Alessandro Coretti, in rappresentanza dei Comuni minori che ha sottolineato la necessità di “ricordare per non dimenticare ma anche per agire, un impegno morale, un invito a mantenere vivo il ricordo e tranne insegnamento da esso per il presente e per il futuro”.
La cerimonia ha visto quindi la celebrazione dei riti religiosi.
Per la comunità cattolica il rito è stato officiato da monsignor Enrico Trevisi, vescovo di Trieste; per la comunità ebraica dal rabbino capo Paul Alexandre Meloni, per la Comunità greco-orientale dall'archimandrita Grigorios Miliaris, per le comunità evangeliche avventista, elvetica, luterana e metodista dal pastore Andrei Popescu.
Presenti i Gonfaloni di Trieste, Muggia, della Regione FVG e di Duino - Aurisina e San Dorligo della Valle - Dolina, corone d’alloro sono state deposte in apertura da parte di Regione Friuli Venezia Giulia, Prefettura e Comune di Trieste, rispettivamente con il presidente Massimiliano Fedriga, il prefetto e commissario di Governo, Pietro Signoriello e il sindaco Roberto Dipiazza e dai diversi rappresentanti delle Associazioni e dei gruppi che hanno partecipano alla cerimonia.
Da segnalare che le celebrazioni sono iniziate alla mattina con la deposizione di una corona d’alloro della Polizia di Stato presso la lapide che ricorda la prigionia di Giovanni Palatucci all’interno del Carcere del Coroneo, a cura della Questura di Trieste e dell’Associazione Nazionale “Giovanni Palatucci” Onlus.
A seguire la marcia silenziosa verso la Stazione Centrale a cura dell’Aned, Associazione nazionale ex deportati - Sezione di Trieste e la deposizione di una corona d’alloro del Comune di Trieste presso la lapide che ricorda la partenza dei convogli che dal settembre 1943 al febbraio 1945
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