Lo spettacolo “Angeli Custodi” (ricordo in prosa dell'agente Eddie Walter Cosina), Atto Unico di Riccardo Irrera e Francesco Gusmitta con la regia di Francesco Gusmitta e produzione a cura di ArtistiAssociati – Centro di Produzione Teatrale, che debutterà l’11 maggio prossimo in Sala Luttazzi del Magazzino 26 di Porto Vecchio, ora Porto Vivo, è stato presentato oggi (venerdì 21 aprile) presso la Sala conferenze del Museo d'Arte Orientale.
Alla conferenza stampa di presentazione del progetto teatrale - ispirato dal Sindacato Autonomo di Polizia Sap e realizzato grazie al mecenatismo della Famiglia Samer - e introdotta dal neo Assessore alle Politiche sociali, Massimo Tognolli, sono intervenuti il direttore di ArtistiAssociati Centro di Produzione Teatrale, Walter Mramor, l’autore, regista e interprete Francesco Gusmitta, il segretario del Sindacato Autonomo di Polizia Sap, Lorenzo Tamaro, Monsignor Roberto Rosa, Vicario Episcopale per il coordinamento pastorale, la nipote Silvia Stener e la sorella di Eddie Walter Cosina, Oriana Cosina in rappresentanza della Famiglia Cosina e Lilli Samer, Amministratore Delegato della Samer & Co. Shipping.
“Angeli Custodi Un passo avanti nel pericolo due indietro davanti al successo” di Riccardo Irrera, Francesco Gusmitta, atto unico diretto e interpretato da Francesco Gusmitta con musiche originali di Marco Vannozzi e produzione ArtistiAssociati – Centro di Produzione Teatrale, debutterà l’11 maggio alla Sala Luttazzi di Trieste; sarà poi proposto nell’ambito della rassegna “Innestiti – Connessioni teatrali affatto prevedibili” il 27 e il 28 giugno alla Sala Bergamas di Gradisca d’Isonzo.
A muovere l’ingranaggio di questo progetto – è stato ricordato nel corso della conferenza stampa - è stato Lorenzo Tamaro (Sindacato Autonomo Polizia di Trieste), anima dell’idea dedicata al collega Eddie Walter Cosina. L’incontro fra Walter Mramor, direttore di ArtistiAssociati – Centro di Produzione Teatrale e l’attore triestino Francesco Gusmitta è stata quindi una naturale fusione di intenti alla quale si è unito, con uno slancio culturale speciale, il mecenatismo della Famiglia Samer a sostegno dell’allestimento.
“Angeli custodi è una splendida iniziativa che sono onorato di presentare” ha esordito Tognolli portando i saluti dell'Assessore Rossi. “Il sottotitolo “Un passo avanti nel pericolo due indietro davanti al successo” rappresenta perfettamente il significato dell’opera: gli angeli custodi sono dei numeri due, coloro che non appaiono e sappiamo bene quanto questo abbia un valore in un mondo dominato dalla corsa all'apparenza. Con questo progetto ricordiamo oggi un momento terribile della storia della nostra Repubblica che ancora mette i brividi al solo pensiero e, nello specifico, ricordiamo uno di quegli angeli custodi che non appaiono, anche se la nostra stessa vita dipende in maniera notevole proprio dai numeri due, da coloro i quali stanno un passo indietro e vivono più nel mondo dell’agito che del dichiarato”.
Il direttore di ArtistiAssociati – Centro di Produzione Teatrale, Walter Mramor ha ricordato la genesi del progetto. “Quando Gusmitta con cui avevo lavorato a Roma mi ha contattato proponendomi questo lavoro per ricordare Cosina – ha spiegato - io stavo lavorando a un progetto di drammaturgia contemporanea che parlasse del nostro territorio e di temi urgenti, così ho ideato la rassegna “Innesti” che si tiene alla Sala Bergamas di Gradisca. Data la grande rilevanza del progetto non ho potuto che mettere a disposizione la produzione e lo spazio dove poter poi rappresentare lo spettacolo dopo la prima dell'11 maggio.
“Lo spettacolo – ha spiegato ancora Mramor - intende declinare attraverso la forza del teatro la storia di un uomo del nostro territorio che ha perso la vita in uno dei più terribili attentati che il nostro Paese abbia subito per mano della mafia è sembrata la modalità più idonea per arrivare al pubblico più vario. La narrazione teatrale racconta, coinvolge, segna perché la voce solca l’anima e lascia una traccia indelebile nella nostra memoria. Possiamo ricordare questo evento con il linguaggio universale dell’arte teatrale per mantenere vivi i protagonisti di quel giorno nefasto; possiamo raccontarlo a chi non era nemmeno nato nel 1992 ridando dignità a quegli angeli”.
Mramor ha rivolto infine un particolare ringraziamento al Comune di Trieste e in particolare all’Assessore alla Cultura, che – ha affermato - ha voluto inserire lo spettacolo nell’ambito di “Una luce sempre accesa”, la rassegna di eventi culturali, promossa e organizzata dal Comune di Trieste nella Sala Luttazzi del Magazzino 26”.
“Il nostro desiderio – ha concluso Mramor - è che poi possa girare, le parole del testo di Irrera e Gusmitta possano essere veicolate in molte regioni d'Italia e che la storia di questa persona straordinaria, ricordata attraverso le testimonianze di familiari, amici e colleghi di lavoro, possa essere diffusa il più possibile”.
Il segretario del Sap, Lorenzo Tamaro, ha ricordato come il progetto sia nato in modo spontaneo in seguito a una collaborazione con Gusmitta. “Una collaborazione – ha dichiarato Tamaro - nata anni fa in occasione della sua partecipazione a un momento che dedichiamo ormai da trent'anni a tutti i caduti del dovere e che non sono solo agenti di polizia, ma anche giornalisti, religiosi e quanti danno la loro vita per il bene comune e per la legalità. Da lì è nata l'ispirazione per realizzare un’opera che ritraesse la figura di un poliziotto e non, come più spesso accade, di magistrati o personaggi famosi. La volontà era quella di raccontare la vita quotidiana di persone prima che agenti di polizia e portarla all'attenzione del pubblico non solo in occasione del “Memorial Day” dell'11 maggio, ma, anzi, proporla in tutte le città e soprattutto nelle scuole, perché crediamo che figure come quelle di Cosina e degli altri caduti delle forze dell'ordine rappresentino un patrimonio di tutti gli italiani che le nuove generazioni rischiano altrimenti di non conoscere e ricordare”.
“La Famiglia Samer – ha dichiarato Lilli Samer - è impegnata da anni in vari progetti sociali, sportivi e artistici che siamo lieti di sostenere considerate le loro finalità e che nascono da Trieste, in modo da dare valore alla città e alla regione. L'art bonus aiuta le aziende a investire su programmi e spettacoli che intendono parlare di qualcosa di importante e come Famiglia Samer non potevamo quindi che essere aperti a questo progetto”.
Monsignor Roberto Rosa, parroco di Sant'Antonio Taumaturgo e Vicario Episcopale per il coordinamento pastorale, si è soffermando sul concetto spirituale degli Angeli custodi e indicato “dove possiamo sentire la presenza di tutte quelle figure che – ha riferito - ci proteggono e ci indicano la strada”.” Attraverso queste figure vicine nel cammino della vita di ognuno di noi possiamo scoprire che non siamo soli anche nei momenti difficili. L'angelo è la presenza di Dio che cammina accanto all'uomo e delle persone che ci pone accanto, che ci custodiscono di fronte ai pericoli della vita e ci sostengono proprio come Walter, che ho conosciuto personalmente – ha concluso Monsignor Rosa - essendo nato a Muggia”.
In un videomessaggio, Irrera ha ricordato e ringraziato tutte le persone coinvolte in quello che ha definito “un viaggio di persone, di anime e di cuori”. “Sono orgoglioso – ha dichiarato - di aver scritto questo testo e di presentarlo per la prima volta in assoluto nella mia regione: è un’opera che ho amato profondamente scrivere e che parla di sacrificio, di senso del dovere e di confini, come quello tra il bene il male; parla di persone che hanno scelto da che parte stare, parla di valori che eroi silenziosi come Cosina ci hanno lasciato con il loro esempio e il loro sacrificio e che noi, con questo testo, speriamo di poter trasmettere alle generazioni più giovani”.
“Mi ha fatto davvero piacere – ha rivelato Silvia Stener - partecipare a un progetto che all’inizio mi ha un po’ spaventata, perché richiedeva a noi familiari di parlare di quella che è una ferita ancora aperta. Invece si è rivelato un momento bellissimo che ci ha permesso di scoprire che Eddie Walter Cosina non c'è più fisicamente, ma si è trasformato in pura gioia; la stessa gioia che ha cercato di donare quando era in vita e che ho visto anche negli occhi degli amici e colleghi che hanno accettato di parlare di lui.
Auspico che questa rappresentazione diventi un punto di riferimento di percorsi di educazione civica nelle scuole di cui c'è tanto bisogno: personalmente sono impegnata con le associazioni Libera e Avviso Pubblico sentendo il dovere di portare avanti i valori che hanno animato la vita Eddie e di tantissimi agenti che si sono sacrificati mettendo a disposizione degli altri la propria vita per insegnare ai ragazzi che non c'è un io senza un noi e la cosa fondamentale per cambiare il mondo è compiere il proprio dovere quotidianamente. Spero che questo sia l'inizio di un tour culturale che segni il risveglio di un senso civico a partire proprio dalle scuole”.
Gusmitta ha infine ricordato l'autore del quadro che ha ispirato la locandina, un ex agente di polizia collega di Cosina, Alessandro Casale.
“Il significato di questo testo – ha osservato Gusmitta – è che grazie ai numeri due ci sono i numeri uno e siccome oggigiorno assistiamo a una corsa a parlare sempre e solo dei numeri uno, mi sembrava giusto portare l'attenzione e insegnare ai giovani che dietro le quinte e nelle strade ci sono tantissime persone di buona volontà che spesso danno anche la vita per il proprio Paese. E queste persone noi gli chiamiamo angeli”.
“Sarebbe molto importante – ha proseguito Gusmitta - riuscire a portare questo messaggio nelle scuole, perché i giovani hanno bisogno di credere nuovamente che ci sia una forma di eternità nei valori e nell'etica e che ci sono delle persone, tra noi e tra loro, che guardano al bene come qualcosa di forte e continuativo. Oggi sembra che tutto sia a termine, invece dentro di noi portiamo un valore, l'umanità, che è eterno.
Cito Shakespeare, “Esere o non essere”: il participio passato del verbo essere è “stato” e se noi vogliamo avere delle persone che sappiano fare uno Stato, dobbiamo prima farle essere”.
Eddie Walter Max Cosina
Nasce a Norwood, in Australia, da una famiglia di origine triestina emigrata nel dopoguerra. A metà degli anni sessanta la famiglia ritorna in Italia, a Muggia. A ventuno anni rimane orfano di padre e rinuncia al corso per far parte della polizia giudiziaria. Nel 1983 entra nella Digos, mentre a partire dal 1990 fa parte del nucleo anti-sequestri e in seguito, prende servizio presso la divisione anticrimine. Dopo la Strage di Capaci, la carenza di agenti di scorta in Sicilia aumenta la richiesta in tutta Italia, e Cosina accetta di spostarsi a Palermo.
Nel maggio del 1992 fa richiesta per entrare nella direzione investigativa antimafia (DIA). Giunta alla Questura di Trieste la richiesta di invio di agenti di scorta in forza alla Questura di Palermo, Eddie Cosina si offre di prendere il posto del collega candidato al trasferimento, poiché da poco divenuto padre. Non essendo in servizio, il 19 luglio, un collega giunge da Trieste per dargli il caio. Cosina lascia però riposare il collega e decide di prendere servizio nel suo posto di agente di scorta per Paolo Borsellino. Rimane ucciso nella Strage di via D'Amelio a Palermo, lasciando la moglie Monica; con lui persero la vita, oltre a Paolo Borsellino, i colleghi Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina e Vincenzo Li Muli. Oggi riposa nel cimitero comunale di Muggia.
ANGELI CUSTODI
Un passo avanti nel pericolo due indietro davanti al successo
uno Spettacolo in Atto Unico
di Riccardo Irrera e Francesco Gusmitta
regia di Francesco Gusmitta
Sempre più spesso si denuncia di come le nuove generazioni si trovino svantaggiate, isolate, quasi alla deriva in un mondo che avrebbe bisogno di tornare a respirare, sperare, sognare.
La nostra missione è quella di farli riemergere come cardini del futuro, aiutandoli a spezzare i ceppi delle paure, liberarli da quelle catene invisibili del mondo virtuale che hanno fermato l’umanità alle colonne d’Ercole del nuovo millennio.
Insegnare loro come rompere le sbarre invisibili che li separano dalla vita reale, perché prigionieri di un vuoto a perdere, chiamato assenza di esistere, confinati in una proposta dell’avere senza essere.
Come? Attraverso il Teatro
Con uno progetto teatrale, ispirato dal Sindacato Autonomo di Polizia SAP, di educazione civica per le scuole e per il mondo degli adulti, che ricordi chi siamo, da dove veniamo e dove stiamo andando.
Un progetto reale dal titolo Angeli Custodi, creato “attraverso le stelle e i suoi figli”, con il fine di scoprire assieme l’esistenza di un Bene Superiore, motore senza fine dell’umano incedere.
Parleremo di quel filo rosso che ci unisce creando la società civile, e che ci permette di sognare e così costruire ponti verso il futuro che verrà.
Faremo capire che ciò che ogni giorno diamo per scontato, per acquisito, per ovvio, è grazie al fatto che ci sono ancora delle brave persone che continuano ad esistere… animate dall’ AMORE verso il prossimo.
Un Sacrificio mai Vano
La nostra attenzione è diretta verso coloro di cui non si parla mai, sui cosiddetti numeri 2, figli delle stelle, agenti di Polizia come Demenego e Rotta, come gli angeli di Borsellino e Falcone, come i tanti che la storia ci ha consegnato e abbiamo scoperto esser in carne d’ossa soltanto dopo che se ne erano andati.
Parleremo delle loro famiglie, e insieme anche di noi, grazie alla forza dirompente del teatro, soffiando sulle braci della speranza, spiegando come il sacrificio nell’invisibile durante le scorte ai magistrati, durante gli appostamenti di quei numeri due, non sia stato vano. Parleremo di quei famosi “un passo avanti nel pericolo e due indietro davanti al successo” di cui veniamo a conoscenza soltanto quando muoiono, come nel caso di Eddie Walter Cosina, l’agente della scorta di Borsellino.
Lo Spettacolo
Angeli custodi nasce come proposta del segretario provinciale Lorenzo Tamaro del SAP a Gusmitta, in quanto per diversi anni consecutivi l’attore ha prestato la sua opera durante il memorial day organizzato dal SAP leggendo una poesia dedicata al suo amico Eddie al Famedio della Questura di Trieste.
Angeli custodi vive attraverso il personaggio di Eddie Walter Cosina, interpretato dall’attore che da ex ragazzo ribelle ne era divenuto amico; sarà una sorta di ringraziamento dai palchi del teatro non avendo mai avuto il modo di poterlo fare di persona, per la fugacità della vita.
E così attraverso la figura di Eddie, parleremo di un mondo reale, molte volte immaginato e poco conosciuto, e di quegli eventi che ci ha portato a chiamare queste persone Angeli.
La squadra operativa
Dopo un lavoro di ricerca e interviste a familiari, colleghi e amici, assieme allo sceneggiatore e drammaturgo Riccardo Irrera abbiamo affrontato la scrittura del copione armonizzandola con le suggestioni musicali di Marco Vannozzi, (bassista di Antonello Venditti e Renato Zero) giungendo così alla creazione di uno spettacolo in atto unico di 1h e 15m.
La regia è dello stesso Francesco Gusmitta, coadiuvato come aiuto regia da Riccardo Irrera.