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Trieste, Max De Palma contro le regole sulla movida: «Alle 22.30 basta musica? Così si spegne città»

redazione·
Trieste, Max De Palma contro le regole sulla movida: «Alle 22.30 basta musica? Così si spegne città»

Max De Palma interviene con toni molto critici nel dibattito sulla movida e sugli orari della musica a Trieste, contestando in particolare l’ipotesi di uno stop alle 22.30 durante la settimana e il quadro di adempimenti che, a suo giudizio, rischierebbe di mettere in difficoltà esercenti e organizzatori.

Nel suo intervento social De Palma prende di mira quanto attribuisce alla vicesindaco, secondo cui le 22.30 rappresenterebbero un punto di equilibrio tra le esigenze dei locali e quelle dei residenti.

«Alle 22.30 basta musica: sarebbe questo l’equilibrio?»

De Palma contesta apertamente questa impostazione.

Secondo lui, limitare la musica a quell’orario rischierebbe di penalizzare non soltanto gli esercenti, ma anche turisti e persone che cercano occasioni di intrattenimento serale in città.

Il suo ragionamento è netto: una città turistica dovrebbe riuscire a conciliare il diritto al riposo con una proposta serale capace di mantenere viva Trieste anche dopo cena.

Il nodo delle autorizzazioni

La critica non riguarda soltanto gli orari.

De Palma richiama anche i costi e gli adempimenti che un locale dovrebbe sostenere per poter organizzare musica e spettacoli, citando le spese per la valutazione fonometrica e la necessità, secondo quanto riferisce, della licenza di pubblico spettacolo.

Il problema, nella sua lettura, diventa ancora più evidente durante la stagione estiva.

Se il periodo utile per organizzare eventi si concentra in pochi mesi e diversi fine settimana vengono compromessi dal maltempo, sostenere costi elevati per poi incontrare comunque limiti orari molto rigidi rischierebbe, secondo De Palma, di rendere poco conveniente organizzare serate.

«Anche spendendo migliaia di euro resta il limite»

Uno dei passaggi più critici riguarda proprio il rapporto tra investimenti e possibilità effettive di lavorare.

De Palma sostiene che anche un esercente disposto a sostenere migliaia di euro per adeguarsi alle prescrizioni potrebbe ritrovarsi comunque con il vincolo delle 22.30 nei giorni feriali, salvo eventuali deroghe.

Un quadro che, secondo lui, dovrebbe essere rivisto per costruire regole più aderenti alla realtà del settore.

La provocazione sulle discoteche insonorizzate

Nel suo intervento De Palma affronta anche il tema delle discoteche e dell’insonorizzazione, utilizzando un tono volutamente sarcastico.

La sua posizione è che non basti indicare genericamente i locali chiusi e insonorizzati come unica soluzione per chi desidera ballare o ascoltare musica.

Secondo De Palma, infatti, orari, abitudini e modalità di fruizione della vita notturna sono cambiati e le regole dovrebbero tenerne conto.

La richiesta di un confronto diretto

La parte finale del messaggio contiene anche una disponibilità concreta.

De Palma si dice infatti pronto a un confronto diretto con la vicesindaco per discutere di musica, locali, autorizzazioni, decoro e convivenza con i residenti.

Al di là dei toni forti utilizzati nel post, il tema sollevato è quello di trovare un equilibrio tra esigenze diverse: tutela del riposo, attività economiche, turismo e possibilità di offrire una vita serale attrattiva.

Per De Palma, però, l’attuale impostazione rischierebbe di sbilanciare troppo questo equilibrio a discapito di chi organizza eventi e lavora nella movida.

DI SEGUITO IL VIDEO

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