Premio Luchetta, 3 giorni con pubblico record al Miela: Francesca Albanese illumina Trieste

L’edizione 2025 del Premio giornalistico internazionale Marco Luchetta si è chiusa con un successo straordinario, confermando Trieste come centro nevralgico del dibattito sul diritto all’informazione e sulla tutela dell’infanzia. Per tre giorni il Teatro Miela si è trasformato in un’agorà contemporanea, accogliendo giornalisti italiani e internazionali, docenti universitari, magistrati, ricercatori e un pubblico numerosissimo, presente anche in diretta streaming.
Damilano: “Difendere il giornalismo d’inchiesta, tornare all’empatia”
Marco Damilano, presidente della giuria, ha sottolineato come l’obiettivo del Premio resti quello di dare voce alle realtà che spesso non trovano spazio nelle prime pagine. Nei confronti pubblici ha più volte richiamato l’importanza di recuperare il senso profondo della verità nel giornalismo. Ha evidenziato che distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è rappresenta oggi un impegno civile fondamentale, soprattutto in un Paese dove l’informazione risente di una doppia criticità: il conflitto di interessi degli editori e la politicizzazione dell’informazione pubblica.
Le testimonianze dal palco: sofferenza, coraggio e responsabilità
Tra i momenti più intensi dell’edizione, la testimonianza della giovane giornalista palestinese Malak A Tantesh, vincitrice con Lorenzo Tondo della categoria Stampa internazionale. Nel suo intervento ha raccontato le settimane vissute prima di fuggire da Gaza, documentando bombardamenti, campi profughi e la tragedia di famiglie spezzate. Ha ribadito che testimoniare resta un dovere imprescindibile, un impegno che intende portare avanti nel nome delle vittime di cui ha raccontato la storia.
Sul palco si è affrontato anche il tema dell’affidabilità dell’informazione attraverso l’intervento di Tomas Stargardter, editor in chief di European Pressphoto Agency, che ha ricordato quanto la credibilità di un professionista passi dall’applicazione rigorosa di un codice etico. Ritirando il premio per il fotografo Haitham Imad, ha sottolineato l’importanza del rapporto di fiducia tra chi racconta e chi ascolta.
Un Miela gremito e una partecipazione appassionata
La capacità del Teatro Miela di accogliere il pubblico si è rivelata più volte insufficiente: una testimonianza concreta del grande interesse suscitato dalle Giornate del Premio Luchetta. I temi affrontati – dalla violazione dei diritti umani alle migrazioni, dalla povertà culturale alla necessità di contrastare le fake news – hanno stimolato un confronto continuo tra relatori e cittadinanza, con domande, riflessioni e interventi.
Martini: “Un impegno condiviso per rafforzare democrazia e diritti umani”
Fabiana Martini, segretaria del Premio, ha espresso enorme soddisfazione per l’esito di questa edizione. Ha evidenziato la qualità della partecipazione e la volontà del pubblico di dialogare con i protagonisti, sottolineando l’importanza di creare sinergie tra realtà culturali e associative. Tra queste, le collaborazioni con il festival S/Paesati, la Conferenza Basaglia e Triestebookfest, che hanno ampliato lo sguardo sull’attualità e sulle fragilità del mondo contemporaneo.
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