Segreti, sogni, calcio, ma anche Iron Maiden e, chi l’avrebbe mai detto, Nagane
Mujesane: potrebbero essere queste le keyword di qualsiasi ricerca web che porti come risultato
all’ormai consolidato gemellaggio calcistico tra il team della band britannica e la squadra
amatoriale triestina.
Un gemellaggio che, al confine tra sogno e realtà, martedì scorso (n.d.r. 5
luglio 2022) ha visto nuovamente confrontarsi le due formazioni, anche se stavolta sul campo
del S.S.D. Cordicella di Bologna. 600 km e 7 ore di viaggio - tra andata e ritorno – sono stati il
dolce prezzo da pagare per il privilegio di 90 minuti che passeranno alla storia.
“Non c’è due senza tre” diceva un vecchio proverbio.
“E il quarto vien da sé” è l’eco che lo accompagnava e che, mai come in questo scenario,
pur partendo dall’incredibile sembra poter essere addirittura probabile…specie alla luce dei
risultati calcistici che non vedono ancora una netta superiorità “perché per essere sicuri-sicuri ci
sarebbe bisogno di giocarsi anche “la bella”” dice qualcuno a bordo campo.
Era il 25 luglio 2016, infatti, quando, nel totale riservo, il campo del Domio a Trieste
aveva ospitato la prima segretissima amichevole tra Nagane Muiesane e Iron Maiden:
approfittando del day off del tour dopo la tappa romana, la formazione del gruppo britannico era
scesa in campo tra l’incredulità generale della squadra muggesana che vedeva realizzarsi uno di
quei sogni che si credono impossibili.
Un sogno che, a quanto pare, sta ormai assumendo i connotati di una improbabile ma
concretamente reale abitudine considerando che, solo due anni più tardi, il 16 luglio 2018, lo
stesso campo di gioco aveva ospitato le medesime squadre per quello che poteva essere
considerato un match di sblocco del pareggio finale (5 a 5 ndr) della prima partita triestina:
nonostante la lenta ma caparbia rimonta, gli Iron Maiden avevano lasciato il campo con una rete
di svantaggio sulle Nagane Mujesane (8-7).
È stata, ancora una volta, una partita tirata ma estremamente corretta quella che ha
visto primeggiare la formazione inglese con 6 reti a 3 sul campo "Biavati" di via W. Shakespeare.
Accanto a Steve Harris, che si ricorda aver militato nelle giovanili del West Ham, in campo nello
stesso ruolo di centrocampista anche il figlio George Harris, in tour col gruppo The Raven Age in
apertura ai concerti. Ad affiancarli, Jai Patel - sempre dei The Raven Age- oltre al manager Dan
Wright, il bassista dei KK Priest e produttore Tony Newton, il chitarrista degli Iron Adrian Smith
e la leggenda scozzese Colin Hendry, l’arcigno centrale difensivo campione d’Inghilterra con i
Blackburn Rovers nel 1995 e capitano della Scozia nella Coppa del Mondo 1998. Arbitro
d’eccezione l’architetto e ingegnere monfalconese Marco Mansutti, mentre tra le fila della
squadra giuliana, oltre alla consolidata formazione muggesana, si contavano anche i membri
della tribute band fiorentina dei Killers of the Beast.
Stremate, a fine partita, le Nagane Mujesane hanno contagiato comunque coi loro sorrisi
trasognanti: “cosa si può volere di più?!”, "certe cose capitano solo una volta nella vita...a
qualcuno tre!”, “qualcuno mi ha fatto una foto mentre contrasto Steve?!” sono solo alcune delle
voci provenienti dagli spogliatoi.