“Lasciatemi morire ridendo”: in Fvg un ciclo di proiezioni per riaccendere il dibattito sul fine vita

Nei prossimi mesi prenderà il via in Friuli Venezia Giulia un ciclo di proiezioni del documentario Lasciatemi morire ridendo, dedicato alla vicenda di Stefano Gheller e al tema dell’autodeterminazione nel fine vita. La prima proiezione si terrà il 30 luglio a Turriaco, seguirà un appuntamento a San Vito al Tagliamento e uno a Palmanova. Attraverso la storia di Stefano Gheller — che aveva ottenuto in Veneto l’autorizzazione ad accedere al suicidio medicalmente assistito, ma aveva scelto di non usufruirne, continuando a portare avanti la propria battaglia affinché anche altre persone, a partire dalla sorella, potessero avere la possibilità di scegliere — il documentario pone al centro il valore della libertà di scelta. La sua vicenda dimostra come, in molti casi, sapere di poter decidere del proprio fine vita possa avere un valore profondamente terapeutico e restituire dignità e serenità alla persona. Il Friuli Venezia Giulia è una regione simbolo di questa battaglia: dalla vicenda di Eluana Englaro, che ha contribuito all’approvazione della legge sulle disposizioni anticipate di trattamento nel 2017 e alla successiva sentenza della Corte costituzionale sul suicidio assistito grazie alla disobbedienza civile di Marco Cappato, fino ai casi più recenti di Anna, che ha potuto accedere al suicidio medicalmente assistito nella nostra regione, e di Martina Oppelli, costretta a recarsi in Svizzera dopo il diniego da parte di ASUGI.
Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia ha bocciato la proposta di legge d’iniziativa popolare promossa dall’Associazione Luca Coscioni e dalle cellule territoriali nell’ambito della campagna Liberi Subito FVG, che nel 2023 ha raccolto più di 8.200 firme, sollevando una pregiudiziale di incostituzionalità. Una posizione smentita dalla decisione della Corte costituzionale, che ha dichiarato nel complesso legittima la legge regionale della Toscana sul fine vita, impugnata dal Governo. Ci chiediamo quindi se il Consiglio regionale intenda finalmente dare una risposta concreta alle migliaia di cittadini che hanno firmato per una legge sul fine vita — senza dimenticare gli oltre 33.000 firmatari friulani del referendum per l’Eutanasia Legale, promosso nel 2021 — oppure continuare a restare inerte su una materia che riguarda la sofferenza e la dignità delle persone. Da un lato è stata negata la competenza regionale, tesi smentita dalla Consulta; dall’altro si continua a invocare una legge statale, mentre il Parlamento resta fermo e discute una bozza di legge più restrittiva rispetto ai requisiti fissati dalla Corte costituzionale. In Parlamento è però depositata anche la proposta di legge dell’Associazione Luca Coscioni, che recepisce i principi indicati dalla Consulta e li amplia, garantendo maggiori tutele e possibilità di scelta alle persone che si trovano in condizioni di sofferenza insopportabile.
Come Liberi Subito FVG e Cellule Coscioni continueremo a tenere alta l’attenzione su questo tema, a promuovere iniziative di informazione e mobilitazione e a portare avanti le battaglie per la libertà di scelta e i diritti civili, fino a quando non saranno garantite risposte concrete a tutte le persone che soffrono e che chiedono il diritto di scegliere con dignità.
Gabriele Isola Guidugli e Raffaella Barbieri
Coordinatori Liberi Subito FVG
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