Alla Sala Xenia arriva “Women for Women Against Violence”, il progetto che dà voce alle donne

Trieste ospita la mostra fotografica Women for Women Against Violence, esposta fino al 1 marzo negli spazi della Sala Xenia, affacciata su Riva III Novembre. L’esposizione nasce per celebrare i dieci anni dell’omonimo progetto, diventato da sei anni anche programma televisivo in onda su Rai, e utilizza il linguaggio universale della fotografia per accendere i riflettori su due emergenze che segnano profondamente il mondo femminile: violenza di genere e tumore al seno.
Due battaglie, un unico messaggio di vita
La mostra unisce simbolicamente due esperienze diverse ma connesse dall’attraversamento del dolore e dalla possibilità del riscatto. Le immagini raccontano donne che portano cicatrici visibili e invisibili, nel corpo e nell’anima, trasformando la fragilità in consapevolezza, dignità e rinascita. Un percorso che si propone come momento di riflessione collettiva e responsabilità civile.
Sandra Dudine (LILT Trieste): “Educazione, prevenzione e consapevolezza”
L’arrivo della mostra in città nasce dalla sensibilità della Presidente della LILT Trieste, Sandra Dudine, che ha sostenuto il progetto come strumento di educazione e prevenzione. Dudine ha ricordato che “in Friuli Venezia Giulia il tumore alla mammella è la neoplasia femminile più frequente, con circa 1.300 nuovi casi diagnosticati annualmente”, sottolineando come la sopravvivenza superi il 90% quando la diagnosi è precoce. “Le cicatrici lasciate diventano parte del vissuto delle donne testimonial”, ha dichiarato, evidenziando il valore della condivisione pubblica delle storie.
Donatella Gimigliano: “Ogni cicatrice può diventare forza”
Il progetto prende origine dal vissuto personale di Donatella Gimigliano, giornalista e Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, impegnata da anni contro la violenza sulle donne e testimone diretta dell’esperienza del tumore al seno. “Dieci anni fa vivevo una storia familiare segnata dal tumore al seno”, ha spiegato, raccontando come la riflessione sulle ferite della malattia e quelle della violenza abbia dato vita a un progetto dedicato alla resilienza e alla rinascita.
Ventuno ritratti che diventano testimonianza collettiva
L’esposizione presenta 21 ritratti fotografici di grande formato che narrano storie vere di donne sopravvissute alla violenza o al tumore al seno. Accanto a loro, i testimonial premiati con il Camomilla Award contribuiscono ad amplificare la portata del messaggio. Gli scatti sono firmati da Tiziana Luxardo, erede della storica dinastia di fotografi italiani, che costruisce una narrazione visiva fondata su forza, vicinanza e condivisione.
Il richiamo al kintsugi: la ferita che diventa valore
Elemento simbolico centrale è il riferimento al kintsugi, l’arte giapponese che ripara le fratture mettendole in evidenza attraverso l’oro. Il concetto prende forma nella fotografia simbolo che ritrae Valentina Pitzalis, vittima di violenza, insieme alla sorella Francesca, affetta da tumore al seno. “Sono andata a trovare la bellezza dove nessuno la va a cercare”, ha raccontato Luxardo, spiegando come le cicatrici possano diventare punti di forza e non segni di debolezza.
Filomena Lamberti: “Le immagini rompono il silenzio”
Tra le testimonianze presenti, Filomena Lamberti, prima donna sfregiata dall’acido solforico in Italia, ha evidenziato che “la violenza lascia ferite sul corpo, nell’anima e nella dignità”, sottolineando l’importanza di una comunicazione sociale capace di “andare oltre le parole e arrivare dritta al cuore”.
QR code e dialogo diretto con le protagoniste
Ogni opera è accompagnata da un QR code che permette ai visitatori di ascoltare la voce delle protagoniste. Un elemento che rende la mostra immersiva e partecipata, trasformando la fruizione visiva in dialogo intimo tra chi osserva e chi racconta.
Trieste, città di cultura e sensibilità civile
La scelta di Trieste e della Sala Xenia non è casuale. Città di confine, di mare e di pensiero, Trieste viene descritta come luogo ideale per accogliere un progetto che intreccia arte, salute, diritti e coscienza sociale. L’ingresso gratuito e il taglio intergenerazionale rafforzano il valore pubblico dell’iniziativa, con un’attenzione particolare ai giovani e agli studenti.
Orari di apertura della mostra
L’esposizione sarà visitabile da sabato 21 a sabato 28 febbraio dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00. Domenica 1 marzo apertura dalle 10.00 alle 12.00.
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