venerdì 28 agosto 2026
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All’Universitá degli Studi di Trieste inaugurata la mostra “La rosa bianca” dell’Associazione Trieste 2030

Luca Marsi·
Venerdì 17 febbraio, alle ore 11.30, presso l’Atrio Edificio A dell’Università degli Studi di Trieste, è stata inaugurata la Mostra “La Rosa Bianca”, in occasione dell’ottantesimo anniversario del martirio dei fratelli Scholl. La mostra, allestita dall’Associazione Trieste 2030, sarà visitabile a partire da oggi fino a domenica 26 febbraio. 
 
Il 18 febbraio 1943, mentre distribuivano volantini antinazisti presso l’Università degli Studi di Monaco di Baviera, i fratelli Hans e Sophie Scholl, membri della Rosa Bianca - uno dei più noti gruppi di resistenza tedeschi contro la dittatura nazionalsocialista - e studenti di quell’Ateneo, furono arrestati dalla Gestapo.
 
Dopo tre giorni di interrogatori, il 22 febbraio furono processati da un tribunale presieduto dal famigerato Roland Freisler, e condannati, assieme a Christoph Probst, alla pena di morte, eseguita il pomeriggio stesso. Nei mesi successivi altri membri furono arrestati, processati e condannati a pene severe. Alcuni di essi, tra i quali il Professor Kurt Huber, docente presso l’Università di Monaco, subirono la pena capitale.
 
A ottant’anni dal loro martirio occorre fare memoria dell’esempio lasciatoci da Sophie e Hans Scholl. L’anelito alla libertà e alla difesa della dignità del popolo tedesco attraverso la ribellione al nazismo, che innervano i sei volantini distribuiti dalla Rosa Bianca tra il ‘42 e il ’43, di cui Hans Scholl fu il principale ispiratore, e la forza morale con cui Sophie Scholl affrontò le accuse mossele dalla Gestapo, rifiutando l’offerta di scaricare sul fratello e su altri le proprie responsabilità per ottenere una pena più mite, costituiscono un lascito universale e di perenne attualità, che l’Associazione Trieste 2030 ha desiderato porre in risalto. “Oggi abbiamo celebrato la luce che rischiara le tenebre, per onorare i pochi che, resistendo ai molti, hanno redento il loro popolo” dichiara Alberto Pasino, presidente dell’Associazione Trieste 2030, sottolineando come “la nostra umanità custodisce in sé la capacità di lottare per la libertà dello spirito e per l’onore dell’uomo, una consapevolezza che a ottant’anni di distanza dal loro sacrificio i martiri della Rosa Bianca ci donano, rendendo preziosa questa occasione di far memoria del loro sacrificio”.

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