Wartsila: no dell'azienda alla mediazione, salta accordo (VIDEO-INTERVISTA)
La Wartsila ha detto di no alla mediazione proposta dalle istituzioni su cui si era trovata la convergenza di tutte le altre parti e dunque salta il possibile accordo sulla proroga degli ammortizzatori sociali. A questo punto è presumibile che la multinazionale finlandese decida di aprire la procedura prevista dalla legge 234, che si concluderebbe con il licenziamento di 300 unità circa tra otto mesi. Intanto, a queste andranno versati gli stipendi integralmente. (ANSA) DO
"Irresponsabile e immotivato". Così Confindustria Alto Adriatico, per bocca del suo direttore generale Massimiliano Ciarrocchi, ha definito il comportamento di Wartsila. Un atteggiamento che "rischia di pregiudicare la possibilità di un Accordo programma per la reindustrializzazione del sito", ha concluso. (ANSA) DO
La Wartsila "non ha accettato la mediazione su un testo di possibile accordo, durata tutta la giornata, e non sono state fornite motivazioni di dettaglio. E' un fatto gravissimo". Lo scrive in una nota il segretario della Uilm-Uil di Trieste, Antonio Rodà. "Per quanto ci riguarda questa presa di posizione mette in discussione tutto l'insediamento industriale di Wartsila", conclude a nota. (ANSA) DO
"Pentiti di aver dato credito ad una azienda che, fin da subito, si è mossa in modo scomposto, ed amareggiata perché non più di 10 giorni fa sono stati chiesti ulteriori fondi al Ministero, ben sapendo che oggi però non si sarebbe raggiunto l'accordo. La mancata firma è quindi un atto scellerato".
Così si è espressa l'assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen al termine della riunione tenutasi oggi a Roma nella sede del ministero delle Imprese e del made in Italy durante la quale si è cercato con l'azienda finlandese di trovare un accordo sui contratti di solidarietà per i 300 lavoratori della Wartsila. De remoto l'incontro è stato seguito anche dall'assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini.
A conclusione della serata, Rosolen si dice "basita" "alla luce del credito dato in questo anno e mezzo a Wartisla, azienda che all'inizio della procedura, ha mentito al Ministro. Nonostante quella "brutta partenza" e dopo le sentenze dei giudici, e nonostante questo agire scomposto, abbiamo sempre cercato un dialogo".
"Sono amareggiata - ha aggiunto ancora l'assessore regionale - perchè tutto l'ultimo mese è stato un susseguirsi di passaggi surreali. Non va dimenticato che il 28 dicembre, non più di 10 giorni fa, Wartsila ha chiesto ulteriori fondi al Ministero. L'azienda ha ricevuto uno schiaffo di fronte alla procedura errata aperta il 14 luglio 2022 e adesso pensa che, con basi culturali e sociali ben distanti dal sentire italiano, può apire serenamente una procedura così grave, perpetrando una fase conflittuale che tutti abbiamo cercato di mettere da parte in tutto questo tempo".
"Come Regione - ha proseguito Rosolen - faremo tutto ciò che sarà nelle nostre possibilità per contrastare la scelta di Wartsila. Con questa farsa, che ha assunto i torni di una sceneggiata, l'azienda si è assunta una responsabilità gravissima. Inizieremo ora le interlocuzioni con il Governo per un eventuale intervento sulla legge 234. Ci troviamo infatti ora di fronte ad una fase che non merita alcuno sconto"
"Da adesso - ha concluso l'esponente dell'esecutivo Fedriga - Wartsila ha comunque l'onere della reindustrializzazione nonché di rispettare tutte le leggi e i termini della procedura. La Regione non lascerà da soli i lavoratori di questa azienda perché ribadisce, come ha fatto sin dal primo giorno, che Wartsila è una filiera importante per un territorio, sia per i lavoratori diretti che per l' indotto ma anche per filiera nazionale. Quindi tutte le prerogative saranno perseguite con tutte le azioni che possiamo mettere in campo".
"L'azione irresponsabile con cui Wartsila ha deciso in maniera unilaterale di non siglare l'accordo dopo lunghe trattative - ha detto dal canto suo l'assessore regionale alle Attività produttive Sergio Emidio Bini -, sorprende e lascia sgomenti. Nonostante l'intenso lavoro di mediazione e confronto portato avanti da Governo, Regione e Confindustria Alto Adriatico, Wartsila ha preferito non addivenire ad una soluzione di buonsenso, che avrebbe rappresentato un risultato atteso ed importante per tutto il comparto manifatturiero regionale. Si tratta di una decisione difficilmente comprensibile, che compromette i rapporti e rende più incerto il percorso per la reindustrializzazione del sito, al quale Wartsila non dovrà sottrarsi e per il quale la Regione continuerà ad impegnarsi, ritenendo quello di Bagnoli un sito di importanza strategica nazionale".
Di seguito la video-intervista a Giacomo Viola RSU/UILM
Articoli correlati
CronacaTrieste, notte di follia in piazza Venezia: “Frustavano la gente con un tondino di ferro”
Una normale serata universitaria di fine maggio trasformata improvvisamente in caos, urla e paura nel cuore della movida triestina. È quanto raccontano i gestori di un locale della zona di piazza Venezia dopo gli episodi avvenuti nella nott
CronacaFriuli Venezia Giulia da record sui social: Fedriga e la Regione volano nella classifica nazionale
Il Friuli Venezia Giulia entra ufficialmente tra le regioni italiane più forti nella comunicazione digitale. È quanto emerge dall’edizione 2026 del report realizzato da DeRev, società specializzata in strategia e comunicazione digitale, che
CronacaTrieste accoglie la missione solidale verso la Mongolia: 12 motociclisti in viaggio per 40 giorni
Caschi bianchi, motociclette, solidarietà internazionale e un viaggio di oltre quaranta giorni verso l’Asia. Domenica 31 maggio Trieste diventerà uno dei punti simbolici della Missione Mongolia 2026 promossa da ASIA e MotoForPeace, il proge
CronacaMovida a Trieste, allarme sicurezza tra piazza Venezia e via Torino: pronti nuovi controlli
Le recenti tensioni nelle aree della movida cittadina finiscono al centro del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocato nella mattinata di oggi dal Prefetto di Trieste Giuseppe Petronzi. Al tavolo, oltre ai vertici

