Violenza contro personale sanitario: Italia percentuali altissime

L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha comunicato che, nel mondo in una percentuale che arriva fino al 38% del personale sanitario, subisce almeno una violenza fisica nel corso della sua carriera.
All'interno di questa percentuale, purtroppo, gli infermieri corrono un rischio pari a 16 volte maggiore rispetto ad altre figure professionali, con un costante incremento nel corso dei cinque anni passati. Un infermiere su cinque, nel nostro Paese, afferma di aver subito una violenza, fisica o verbale che sia negli ultimi dodici mesi; dati più alti rispetto ad altre Nazioni europee, che però vantano una maggiore presenza di personale, si può quindi affermare che l'Italia guida la classifica europea. (5mila denunce ufficiali in media ogni anno di aggressioni agli infermieri, ma un sommerso di ben 120mila casi. Calcolando il numero totale di infermieri l’incidenza aggressioni è del 27-28%.).
Dietro ai dati ufficiali, si nasconde una realtà spaventosa, in Europa, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e la Federazione Europea degli Infermieri (EFN), solo un terzo delle aggressioni viene effettivamente denunciato. «Siamo davvero al limite – denuncia Antonio De Palma, presidente del Nursing Up –. I pronto soccorso italiani sono diventati trincee. I governi di ogni colore hanno ignorato il problema o si sono limitati a leggi spot. Senza più personale, senza filtri territoriali, la rabbia dei cittadini esplode sui nostri operatori». De Palma aggiunge: «Ogni aggressione è un segnale d’allarme: quando si colpisce un infermiere, si ferisce la sanità pubblica intera».
Le proposte di Nursing Up per cercare di limitare e possibilimente raggiungere l'eliminazione di questi fenomeni sono: creare un registro nazionale obbligatorio con le note delle aggressioni, introdurre dei presidi fissi di sicurezza nei pronto soccorsi, istituire formazione obbligatoria per il personale in ambito di tecnoche di de-escalation, promuovere una campagna pubblica per il rispetto nei confronti di chi cura, assumere nuovi professionisti e infine favorire il lavoro nel nostro paese tramite premi di ingaggio.
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