mercoledì 26 agosto 2026
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Cronaca

Il Vescovo di Trieste scrive una pagina di storia: prima volta di un Vescovo in Moschea (VIDEO-SERVIZIO)

Francesco Viviani·

È venerdì ovvero il giorno di preghiera per i Musulmani. Il momento di preghiera in Moschea è terminato da poco, via Maiolica è gremita, proviamo ad intervistare qualche giovane all’esterno dell’edificio, molti hanno difficoltà nel comunicare, chi sa l’italiano dice di non saperlo. Eppure, l’emozione è sul volto di molti, Cristiani e Musulmani si sono affrontati per secoli, molte le facce incredule: il Vescovo di Trieste (per loro semplicemente il “capo” dei Cattolici della città) viene a visitare la loro Moschea. La sensazione è quella di essere tra i protagonisti di una giornata storica. Il Vescovo arriva in leggero anticipo, accompagnato in auto dal parroco della Cattedrale Mons. Marino Trevisini. Il Vescovo saluta noi giornalisti presenti chiedendo quale fosse l’entrata ed ecco che Trevisi oltrepassa la soglia d’ingresso della Moschea. Pronto ad accoglierlo il Presidente del Centro Culturale Islamico, una lunga stretta di mano segna il cambiare dei tempi. Tutti noi - Vescovo compreso - togliamo le scarpe. Trevisi indossa delle scarpe da ginnastica nere che segnano la volontà di rendere l’incontro informale. Inoltre, è vestito con gli abiti comuni da prete ovvero camicia grigiastra, pantaloni e giacca nera. Non ha optato per la talare che generalmente indossa a Pasqua, Natale ed altre solennità del periodo liturgico, anche perché l’incontro non è liturgico, ma di ascolto e dialogo reciproco. Questo avviene all’interno della Moschea, un lungo dialogo segnato da una certezza: la medesima fede in Abramo. Trevisi è abile nel cercare ciò che unisce, non ciò che divide. Il Presidente del Centro Culturale Islamico presenta il giovane Imam al Vescovo. L’emozione è sul volto di entrambi. L’Imam porge dei doni tra i quali un libro, il regalo meno prezioso tra quelli ricevuti, eppure il più ricco di significato. La pagina di storia è scritta.

 

I rappresentanti della Comunità Islamica mostrano al Vescovo la loro Moschea raccontando la storia di questo luogo. Al termine della visita, al piano superiore dell'edificio, segue un ricco buffet di dolci di ben 7 nazionalità differenti. L’accoglienza che Trevisi e noi giornalisti presenti riceviamo è disarmante. Molti i giovani impegnati nel portare avanti il Centro Culturale Islamico: età media 27 anni! I rappresentanti della Comunità Islamica presentano le donne impegnate nel Centro Culturale: giovani ragazze piene di vita negli occhi. Mons. Trevisi e Mons. Trevisini vengono fatti accomodare alla stessa tavola del Presidente del Centro Culturale e dell’Imam ed è in quel momento così informale e intimo che si riscontrano le medesime problematiche, come ad esempio il trovare un alloggio in città per una famiglia numerosa. I Musulmani riscontrano le stesse difficoltà dei Cristiani, del resto sempre famiglie numerose sono. Oggi il Vescovo di Trieste ha camminato nella storia, si è messo all’ascolto da pastore di anime. Ha chiesto se in questa città si sentissero accolti. La risposta è stata: quando ci conoscono si. Questo è segno del muro di separazione creato da pregiudizi e diffidenza. La Comunità Cristiana Cattolica e quella Islamica insieme hanno iniziato l’abbattimento di questo muro, costruendo un ponte al suo posto. Il lavoro inizia oggi, l’obbiettivo è quello di camminare fianco a fianco.

 

Mons. Enrico Trevisi al termine dell’incontro ha dichiarato in esclusiva ai nostri microfoni: “Abbiamo camminato, ma teniamo presente che qualcuno già ci ha preceduto. Creando anche le condizioni perché potessimo incontrarci nella stima reciproca, ma anche con il desiderio di crescere per il bene e per il futuro della nostra città, ma potremmo dire del mondo intero. C’è ancora da fare un lungo cammino, ma contiamo nel nome di Dio di compierlo.”

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