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Cronaca

Venezia, allarme borseggiatrici: 130 fermate tutte libere, il caso a Mattino 5

Luca Marsi ·
Venezia, allarme borseggiatrici: 130 fermate tutte libere, il caso a Mattino 5

Il programma mattutino di Canale 5 condotto da Federica Panicucci ha dedicato un servizio a una questione che continua a inquietare residenti e turisti della città lagunare: secondo il servizio, a Venezia – città di poco più di 250.000 abitanti ma con milioni di escursionisti ogni anno – si registrerebbero gruppi organizzati di borseggiatrici che operano in trasferta, spesso protette dalle maglie della legge.

il quadro emerso in trasmissione
Nel corso della puntata è stato affermato che sarebbero 130 le borseggiatrici fermate dall’inizio dell’anno ad oggi e che molte di loro risultano poi di nuovo a piede libero. Il servizio ha ricostruito il presunto meccanismo: bande coordinate provenienti dall’Europa orientale che sfruttano la giovane età o lo stato di gravidanza di alcune donne per beneficiare di tutele penali particolari. Nel racconto tv emergono cifre di bottini individuali significativi e nomi d’arte delle protagoniste di questi giri.

la cornice normativa citata
Il servizio ha richiamato l’articolo 625 del codice penale, che punisce il borseggio come forma aggravata di furto, ma ha anche evidenziato le esenzioni e le attenuanti previste per i minorenni e alcune particolari condizioni (donne incinte o madri con figli molto piccoli), sottolineando come queste norme possano trasformarsi, nella pratica, in strumenti che consentono a presunti responsabili di tornare rapidamente in libertà.

voci dal campo: denunce e contrasti
Il reportage ha dato spazio a testimoni e a figure note nella lotta contro i pickpocket, tra cui la denuncia mediatica di chi, come Monica Poli (nota come “Lady Pickpocket”), individua e segnala i presunti borseggiatori sui social. Secondo quanto mostrato in studio, la presenza di volantini anonimi che accusano proprio chi denuncia di danneggiare il turismo ha alimentato ulteriori tensioni in città. Le immagini e i video proposti dalla trasmissione mostrano scene di ricerche, segnalazioni e talvolta reazioni violente da parte di gruppi che reagirebbero con aggressività alle vittime che cercano di difendersi.

turismo, sicurezza e reputazione della città
La puntata ha posto una domanda cruciale: in che modo la convivenza tra flussi turistici massicci e presunti gruppi criminali incide sulla sicurezza percepita e sulla reputazione di Venezia? Nel servizio si alternano toni di allarme e richieste di maggiore efficacia da parte delle autorità competenti, insieme a richiami alla necessità di non generalizzare e di distinguere tra fenomeni organizzati e singoli reati.

le possibili vie di risposta
Dalla trasmissione emergono indicazioni di azioni che potrebbero contribuire a contenere il fenomeno: controlli più serrati e coordinati, maggiore collaborazione internazionale per smantellare le reti transnazionali, e una strategia comunicativa che tuteli al tempo stesso i cittadini onesti e il tessuto turistico della città. Il nodo rimane però la percezione che, se le norme e le procedure non vengono adeguatamente applicate, la deterrenza rimanga debole.

tra allarme e responsabilità collettiva
Il servizio di Mattino5 rilancia un allarme che mescola sicurezza pubblica, diritti e immagine urbana. Le immagini e le testimonianze proposte in trasmissione chiedono risposte concrete alle istituzioni e alle forze dell’ordine, ma anche riflessioni su come tutelare le vittime e migliorare gli strumenti di prevenzione, senza ridurre il problema a slogan mediatici.

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