Valmaura, la rotonda che non parte: “senza copertura economica oggi è impossibile” (VIDEO)

Il tema delle rotonde è tornato al centro del dibattito cittadino nel corso della diretta, con un intervento articolato di Michele Babuder, assessore alle Politiche del territorio del Comune di Trieste. Un confronto che ha toccato diversi punti sensibili della viabilità urbana, mettendo in luce criticità storiche, prospettive di intervento e limiti concreti legati a risorse, spazi e sicurezza.
Babuder ha chiarito fin da subito che le rotatorie non sono opere isolate, ma strumenti urbanistici che incidono direttamente sulla gestione dei flussi di traffico, sulla sicurezza stradale e sulla qualità della vita nei quartieri attraversati quotidianamente da residenti, pendolari e mezzi pesanti.
La rotatoria strategica legata al traffico portuale
Uno dei nodi più rilevanti riguarda la rotatoria tra via Doda e via Svevo, indicata dall’assessore come un’infrastruttura fondamentale in relazione al traffico portuale. Babuder ha spiegato che il passaggio dei camion dalla grande viabilità a strade comunali rappresenta una criticità difficilmente sostenibile nel lungo periodo.
Secondo quanto dichiarato, il peso dei mezzi pesanti incide non solo sul manto stradale, ma anche sulla vivibilità delle aree attraversate. Per questo è previsto un confronto diretto con il presidente del porto, con l’obiettivo di finalizzare una soluzione che consenta di alleggerire la pressione del traffico su alcune arterie urbane e migliorare la connessione con le aree logistiche retrostanti.
Valmaura, un progetto senza copertura ma non accantonato
Altro tema affrontato è quello della rotatoria di Valmaura, spesso oggetto di discussione pubblica. Babuder ha chiarito che, allo stato attuale, l’opera non dispone di una copertura economica, elemento che ne impedisce l’avvio immediato.
Tuttavia, l’assessore ha precisato che il progetto non è stato accantonato. Con le variazioni di bilancio previste nel corso dell’anno, potrebbero emergere nuove possibilità di finanziamento. Una prospettiva che mantiene aperto il dibattito su un’infrastruttura ritenuta potenzialmente utile per migliorare la circolazione in un’area complessa e densamente trafficata.
Rotonde riuscite e abitudini che cambiano
Nel suo intervento, Babuder ha anche richiamato esempi di rotatorie inizialmente contestate ma poi progressivamente accettate. È il caso dell’intersezione sopra via Salata e via dell’Istria, ormai entrata nella quotidianità degli automobilisti.
Secondo l’assessore, questo dimostra come alcune soluzioni, pur generando resistenze iniziali, possano nel tempo diventare parte integrante del tessuto urbano, contribuendo a una circolazione più ordinata e prevedibile.
Largo Pestalozzi, sicurezza prima di tutto
Un passaggio particolarmente delicato ha riguardato largo Pestalozzi, dove l’ipotesi di una rotatoria è stata definita realisticamente impraticabile. In questo caso, Babuder ha spiegato che si va verso il mantenimento dell’attuale assetto, con interventi di miglioramento visivo, cordonature più chiare e sistemi di moderazione del traffico.
L’idea di un semaforo è stata discussa ma non condivisa dall’assessore, soprattutto per le possibili interferenze con i mezzi del trasporto pubblico e con le ambulanze dirette all’ospedale di Cattinara. La priorità, ha sottolineato, resta la sicurezza, supportata anche dai dati di incidentalità che, allo stato attuale, non segnalano situazioni critiche.
Equilibrio tra mobilità, sicurezza e spazio urbano
Babuder ha ribadito come ogni intervento sulla viabilità richieda un equilibrio complesso tra esigenze diverse: fluidità del traffico, sicurezza di pedoni e ciclisti, passaggio dei mezzi pubblici e rispetto degli spazi urbani. Le rotatorie, in questo contesto, non sono soluzioni universali ma strumenti da valutare caso per caso.
Nel suo intervento è emersa la difficoltà di “mettere d’accordo tutti”, in una città dove ogni scelta sulla strada incide direttamente sulla vita quotidiana dei cittadini. Un lavoro che l’assessore ha definito complesso ma necessario, orientato a condividere i bisogni e trovare soluzioni compatibili con il contesto reale.
Una visione graduale, senza scorciatoie
Il quadro tracciato durante la diretta restituisce l’immagine di una strategia graduale, senza annunci roboanti ma con l’obiettivo di intervenire dove possibile, compatibilmente con risorse e vincoli tecnici. Le rotatorie restano quindi uno dei temi chiave della pianificazione urbana, tra attese, progetti e valutazioni ancora in corso.
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