domenica 12 luglio 2026
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Cronaca

Valmaura, accusato ingiustamente di furto: triestino umiliato fuori da un supermercato

Luca Marsi·
Valmaura, accusato ingiustamente di furto: triestino umiliato fuori da un supermercato

Un episodio spiacevole ha coinvolto un cliente abituale di un supermercato in zona Valmaura, fermato dalla sicurezza e accusato ingiustamente di furto. Solo dopo un confronto con l’addetto, l’equivoco è stato chiarito.

Il controllo fuori dal supermercato

Nel pomeriggio del 14 marzo, un uomo si era recato, come di consueto, a fare la spesa insieme alla moglie presso un supermercato della zona di Valmaura. A causa di problemi di deambulazione, dopo aver accompagnato la moglie per una parte degli acquisti, si era diretto alla propria auto per riposarsi in attesa che lei terminasse la spesa.

Pochi minuti dopo, un uomo in divisa si è avvicinato al veicolo, bussando al finestrino:

"Può scendere, prego?"

L'uomo, sorpreso dalla richiesta, ha abbassato leggermente il finestrino per capire il motivo del controllo, rispondendo con cortesia.

"Sono della sicurezza, può scendere?"

A quel punto, il vigilante ha aperto la portiera dell’auto quel tanto che bastava per osservare l’interno del veicolo, come se stesse cercando qualcosa. Poi l’accusa diretta:

"È stato visto uscire dal supermercato senza pagare."

L’uomo, incredulo, ha risposto con fermezza:

"Non ho pagato niente perché non avevo niente da pagare."

L’equivoco e le scuse finali

Secondo l’addetto alla sicurezza, il cliente era stato visto comprare del pesce, ma all’uscita non risultava averlo pagato. Un’accusa che ha infastidito l’uomo, il quale ha spiegato immediatamente il motivo:

"Il pesce è nel carrello di mia moglie, che sta finendo gli acquisti prima di andare in cassa. È una prassi abituale, visto che ho problemi a camminare e la accompagno solo per una parte della spesa."

Di fronte a questa spiegazione, l’addetto è apparso incerto e ha esitato. Dopo qualche istante di riflessione, ha formulato una scusa generica, prima di allontanarsi.

L’episodio ha lasciato un’amara sensazione nel cliente, che ha commentato: "È la prima volta in vita mia che vengo additato come ladro."

Un controllo eccessivo o un errore di valutazione?

L’accaduto solleva interrogativi sul modo in cui vengono gestiti i controlli di sicurezza nei supermercati e su quanto sia importante verificare i fatti prima di accusare un cliente. In casi come questo, una semplice osservazione attenta all'interno del negozio avrebbe evitato l’imbarazzo e la spiacevole situazione vissuta dal cliente.

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