Università di Trieste e studio turismo, Giudici: “Fotografia dello status quo” per programmare la città (VIDEO)

Tra i passaggi più operativi emersi nella diretta serale di Trieste Cafe, Maurizio Giudici ha inserito l’Università degli Studi di Trieste come soggetto chiamato a fornire un supporto di metodo. In diretta ha parlato di un accordo che auspica di chiudere “entro metà di questo mese” e ha spiegato che all’ateneo verrà affidato uno studio capace di misurare in modo più preciso che cosa il turismo stia producendo sulla città.
Lo studio annunciato: impatto sociologico e impatto economico diretto e indiretto
Giudici ha spiegato che la ricerca dovrà analizzare due dimensioni. Da un lato, un “impatto sociologico del fenomeno del turismo sulla città di Trieste”, dall’altro un impatto economico “diretto e indiretto”. L’obiettivo dichiarato è ottenere “una fotografia certa” dello status quo della destinazione turistica, utile a costruire una programmazione che non parta da sensazioni o numeri non verificati.
Giudici: “L’università non farà mai il progetto, serve a evitare basi fallaci”
Nel corso dell’incontro, dopo le osservazioni emerse in diretta, Giudici ha voluto precisare un punto per “non essere frainteso”. Ha detto chiaramente che l’Università degli Studi di Trieste “non farà mai il progetto”. In diretta ha spiegato che l’ateneo è un istituto che fa ricerche e che il suo compito è fornire dati solidi, perché “dati fallaci indirizzerebbero male” un progetto di sviluppo turistico. Nel suo impianto, l’università serve a costruire fondamenta misurabili su cui poi chi deve progettare può lavorare con maggior precisione.
Monitoraggio e verifiche: “Se il progetto funziona o non funziona”
Giudici ha inserito anche l’idea di un controllo continuo. Ha detto che il lavoro della cabina di regia non si esaurisce con la scrittura di un masterplan, ma deve prevedere “verifiche cadenziate temporalmente” per capire se quel progetto “funziona o non funziona” e quali assestamenti siano necessari. In diretta, dunque, la ricerca universitaria diventa anche base per un metodo: progettare, misurare, correggere.
Un turismo sostenibile e proporzionato: la parola chiave è equilibrio
Nel suo intervento, Giudici ha collegato la dimensione dei dati al concetto di sostenibilità. Ha parlato della necessità di costruire un piano “proporzionato e sostenibile per la città” e ha spiegato che il turismo, entrando nella morfologia urbana e nella vita quotidiana, modifica bisogni e priorità. Per questo, secondo quanto da lui comunicato, serve uno strumento che osservi i cambiamenti e aiuti chi governa a rispondere, con dati in mano e con scelte calibrate nel tempo.
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