UniTS e Giornata della Donna: più laureate e ottimi risultati, ma nel lavoro resta il gap salariale

In occasione della Giornata Internazionale della Donna, l’Università di Trieste rinnova il proprio impegno nella promozione delle pari opportunità, nel sostegno alle carriere femminili – anche nei settori STEM – e nel monitoraggio costante delle dinamiche di genere come strumento fondamentale per orientare politiche universitarie sempre più inclusive.
Uno spunto importante di riflessione arriva dai dati del Rapporto di Genere AlmaLaurea 2026 (su dati 2024), che fotografano una realtà fatta di grandi risultati accademici femminili, ma anche di alcune differenze strutturali nel passaggio dal mondo universitario a quello del lavoro.
Più donne tra i laureati dell’Ateneo
Nel 2024 i laureati dell’Università di Trieste sono stati 3.226:
1.842 di primo livello, 979 magistrali biennali e 405 a ciclo unico.
La componente femminile rappresenta il 58,7% del totale, con una presenza ancora più marcata nei corsi a ciclo unico, dove le donne raggiungono il 65,7% dei laureati.
Le studentesse mostrano risultati accademici molto positivi. Il 62,1% conclude gli studi nei tempi previsti, contro il 56,2% degli uomini. Inoltre il 69% delle laureate ha svolto un tirocinio curriculare, con quasi quindici punti percentuali in più rispetto ai colleghi.
Un dato interessante riguarda anche le scelte formative: tra le donne risulta meno frequente l’“ereditarietà” del titolo di studio, ovvero il conseguimento della laurea nello stesso ambito disciplinare di un genitore, segnale di percorsi spesso più autonomi rispetto alle tradizioni familiari.
Alti tassi di occupazione, ma stipendi diversi
A cinque anni dalla laurea, i dati mostrano livelli occupazionali molto elevati. Tra i laureati magistrali del 2019, contattati nel 2024, risultano occupati il 92,5% delle donne e il 93,6% degli uomini.
Nonostante questo quadro positivo, emergono differenze nelle condizioni lavorative. Le donne dichiarano una retribuzione media netta mensile di 1.904 euro, mentre per gli uomini la media sale a 2.097 euro.
Le laureate risultano inoltre più presenti nel settore pubblico (44,7% contro il 38,1% degli uomini), mentre tra gli uomini è più diffusa la presenza di contratti a tempo indeterminato e di attività in proprio.
STEM, cresce la presenza femminile
Nei percorsi STEM – scienza, tecnologia, ingegneria e matematica – tradizionalmente caratterizzati da una minore presenza femminile, la situazione sta lentamente cambiando.
Nel 2024 le donne rappresentano il 38,7% dei laureati in questi ambiti. Anche qui i livelli occupazionali restano elevati: 90,8% per le donne e 93% per gli uomini a cinque anni dal titolo.
Permane però un divario nelle retribuzioni: 2.118 euro netti mensili per le donne contro 2.207 euro per gli uomini. Anche nei contratti di lavoro emergono differenze: tra gli uomini risultano più frequenti i contratti a tempo indeterminato, mentre tra le donne è maggiore l’incidenza dei contratti a termine.
I dati evidenziano quindi un quadro complesso: le studentesse dell’Università di Trieste ottengono risultati accademici solidi e partecipano sempre più ai percorsi scientifici, ma nel mondo del lavoro permangono differenze che rendono ancora centrale il tema delle pari opportunità.
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