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Cronaca

Un rametto di mimosa per le donne, così nel 1946 un fiore unì energia e forza femminile

Elisa Sossi ·
Se si cita la Festa della Donna, non si può non pensare alla mimosa, omaggio floreale destinato alle donne nella giornata dell'8 marzo. Ma tale ricorrenza vale solo in Italia, le cui origini risalgono al 1946. Infatti, due storiche militanti dell'Unione Donna d'Italia, Rita Montagnana e Teresa Mattei, pensarono di proporre il rametto di mimosa come simbolo della giornata poiché esso rappresenta l’energia, la forza e la tenacia delle donne. Inoltre, l’Italia era appena uscita dalla guerra e l'esistenza di un fiore così bello, economico e che crescesse spontaneamente sembrò un'idea adeguata anche per il periodo storico che si stava attraversando. La prima scelta in realtà era stata la violetta, simbolo della sinistra europea, ma era un fiore troppo costoso e difficile da trovare. Invece, la mimosa fu capace di "unire e identificare tutte" senza ostacoli né difficoltà. La mimosa è una pianta originaria della Tasmania introdotta in Europa verso il 1800 e il suo nome riprende al verbo spagnolo 'mimar', ossia 'accarezzare', richiamando dunque la sensibilità femminile. Inoltre, la capacità di questa pianta di crescere anche su terreni ostili si ricollega alla capacità di resilienza posseduta dalle donne e dalla loro caparbietà di rivendicazione dei loro diritti nel corso della Storia, caratteristica mai perduta e anzi sempre in fase di sviluppo e potenziamento. Teresa Mattei, in un'intervista realizzata molti anni dopo la storica data del 1946, aveva dichiarato che "quando nel giorno della Festa della donna vedo le ragazze con un mazzolino di mimosa penso che tutto il nostro impegno non è stato vano”.

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