Un abbraccio lungo una carriera: Dino Schleifer saluta il Teatro Verdi e va in pensione
Un sorriso, un gesto garbato, una parola gentile per tutti. Chiunque abbia varcato negli anni le porte della biglietteria del Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste conosce bene Dino Schleifer, storico e prezioso punto di riferimento dell’accoglienza del pubblico. La direzione del teatro ha annunciato il suo pensionamento con un messaggio semplice e affettuoso, che ha subito raccolto reazioni emozionate: «Il nostro caro e prezioso membro della biglietteria Dino Schleifer va in pensione con l'abbraccio di tutto il teatro e del nostro amato pubblico che gli sarà ugualmente affezionato».
Nell’immagine diffusa dal Teatro Verdi emerge tutto il senso di quel messaggio: Dino è ritratto nella sala biglietteria, elegante e sereno, con la sua sciarpa candida che negli anni è diventata un tratto riconoscibile quanto la cortesia con cui accoglieva spettatori abituali e nuovi appassionati. Sullo sfondo, il manifesto de Le nozze di Figaro, quasi a ricordare i tanti titoli, concerti, prime e stagioni che lo hanno visto protagonista silenzioso ma fondamentale.
Nel mondo del teatro, ci sono figure che non salgono sul palco ma che contribuiscono a costruire un rapporto unico con la città. Schleifer è stato un volto, una voce e una memoria: per molti spettatori il primo sorriso prima di accomodarsi in platea, e per altrettanti il punto di riferimento per consigli sui posti migliori, sulla programmazione, sugli abbonamenti e sui grandi nomi della lirica e della musica sinfonica.
Il saluto del Teatro Verdi non è soltanto una nota ufficiale, ma un riconoscimento sincero a una presenza che ha attraversato generazioni di pubblico e colleghi. Un pensionamento, certo, ma anche un passaggio simbolico: le sale del teatro continueranno a riempirsi di musica, mentre chi ha condiviso dagli sportelli la vita culturale della città porta con sé un patrimonio fatto di storie, volti, attese e applausi.
Per Dino Schleifer si apre ora una nuova stagione personale, con l’augurio che il legame con il Verdi e con Trieste resti vivo come l’affetto con cui il teatro e il pubblico hanno voluto accompagnarlo in questo cambiamento.
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