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Cronaca

Udine, scontri prima di Italia–Israele: 13 fermati, 2 arrestati e 11 agenti feriti. Maxi dispiegamento di forze

Luca Marsi·
Udine, scontri prima di Italia–Israele: 13 fermati, 2 arrestati e 11 agenti feriti. Maxi dispiegamento di forze

Un piano di sicurezza imponente, oltre tremila uomini impiegati e una città blindata per evitare disordini. In occasione dell’incontro di calcio tra Italia e Israele, valido per le qualificazioni mondiali e disputato martedì 14 ottobre 2025 allo stadio “Friuli”, la Questura di Udine ha messo in campo un dispositivo di ordine pubblico mai visto prima, coordinato con Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale e reparti speciali.

L’attenzione era massima non solo per l’evento sportivo, ma anche per la manifestazione pro-palestinese annunciata in centro città. Il corteo, partito da piazza della Repubblica intorno alle 18.30, ha visto la partecipazione di circa 8.000–9.000 persone. Dopo un primo tratto pacifico, la tensione è esplosa all’arrivo in piazza I Maggio, quando un gruppo di circa 300 manifestanti ha tentato di forzare il cordone della Polizia per dirigersi verso lo stadio.

Al grido di “Stadio, stadio!” e “Corteo, corteo!”, i manifestanti hanno sfondato la barriera e attaccato i reparti antisommossa con lanci di oggetti e artifizi pirotecnici. Gli agenti, per evitare contatti fisici, hanno risposto con l’uso di due idranti e circa 150 lacrimogeni, riuscendo a disperdere la folla senza gravi conseguenze per l’ordine pubblico.

Nel caos sono rimasti feriti due giornalisti, uno di Rainews24 colpito alla gamba da un sasso e uno di Local Team ferito al volto e ricoverato all’ospedale di Udine. Sul fronte delle forze dell’ordine, undici agenti sono rimasti feriti, sei dei quali hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso.

Sono quindici le persone fermate, tutte di nazionalità comunitaria (nove uomini e sei donne), due delle quali arrestate: un uomo per danneggiamento e resistenza a pubblico ufficiale — condotto in carcere — e un secondo per resistenza, posto ai domiciliari.

Mentre in centro si gestiva la tensione, allo stadio Friuli tutto si svolgeva in sicurezza grazie a un piano operativo di altissimo livello. Scanner sottoscocca per le auto, raggi X per i bagagli, metal detector e rilevatori di esplosivi portatili hanno garantito controlli serrati in ogni varco d’accesso. In totale sono stati impiegati oltre 1.100 operatori solo per la giornata del match, con l’ausilio di elicotteri, unità cinofile, team antiterrorismo e artificieri.

Durante la partita non si sono registrate criticità legate ai manifestanti, ma la Polizia ha segnalato 10 violazioni al regolamento d’uso dello stadio per l’esposizione di bandiere palestinesi. Tre persone — due uomini e una donna — sono state denunciate per invasione di campo, e nel caso della donna anche per resistenza a pubblico ufficiale.

A completare il gigantesco apparato di sicurezza, le vigilanza H24 presso gli hotel delle due Nazionali: all’Hotel Friuli per la squadra israeliana e all’Hotel Le Fucine di Buttrio per quella italiana. Barriere, metal detector, tiratori scelti e reparti speciali hanno presidiato costantemente le strutture, con un impiego totale di oltre 700 uomini tra Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza.

Il Questore di Udine ha espresso un sentito ringraziamento a tutte le forze impiegate per la professionalità e la prontezza dimostrate, sottolineando come la gestione dell’ordine pubblico, nonostante la gravità degli episodi, abbia permesso di evitare il peggio.

Un plauso va agli operatori rimasti feriti, ai giornalisti coinvolti e a tutti gli uomini e le donne in divisa che hanno garantito, ancora una volta, la sicurezza di cittadini e tifosi in un contesto delicatissimo.

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