Ucraina, Mosca caccia missionario: ha parlato di 'guerra'
Le autorità russe hanno mandato via dal Paese il sacerdote della parrocchia moscovita dei Ss. Pietro e Paolo, padre Fernando Vera, senza permettergli neppure di celebrare le liturgie della Veglia e del giorno di Pasqua.
Al parroco messicano dell'Opus Dei, in servizio in Russia da sette anni, è stato ritirato il permesso di soggiorno senza dare alcuna spiegazione, dandogli solo un giorno per tornare al suo Paese, da cui verosimilmente non gli sarà permesso di ritornare alla missione in Russia.
Lo scrive AsiaNews.
Come commentano i fedeli, "p. Fernando ha l'abitudine di chiamare le cose con il loro nome, ma oggi da noi questa non è considerata una virtù civile".
Pur con tutta la prudenza necessaria, è difficile oggi non cadere nel reato di "diffamazione delle autorità e dell'esercito" anche solo accennando alla "guerra" in corso in Ucraina: se ai cittadini russi questo può costare pesanti multe o addirittura l'arresto e la detenzione, a un missionario straniero comporta la perdita del diritto di rimanere al proprio posto, senza ottenere neppure le 48 ore di preavviso che si danno ai diplomatici da cacciare.
(ANSA). TU
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