Triestino trova feci sullo scooter dopo il nubifragio: “Mi vergogno di condividere la città con certa gente”
Un episodio spiacevole è accaduto nel tardo pomeriggio di venerdì 23 maggio 2025 a Trieste, precisamente in via Mameli, ed è stato segnalato da un cittadino tramite social con un lungo sfogo corredato da una foto eloquente. Il protagonista, un lavoratore rientrato dopo una giornata impegnativa, si è trovato costretto a lasciare il proprio scooter parcheggiato in un punto libero a causa del nubifragio che ha trasformato via dell’Eremo in un fiume.
Non potendo proseguire in sicurezza, ha preferito abbandonare momentaneamente il mezzo e raggiungere casa a piedi. Al suo ritorno, però, l’amara sorpresa: sul sellino del motorino qualcuno aveva lasciato degli escrementi, evidentemente di cane.
Sfogo amaro: “Qual è stata la mia colpa? Aver occupato un posto?”
Nel messaggio postato online, il triestino esprime tutta la propria indignazione e amarezza: “Mi vergogno di condividere la città con un soggetto del genere”, scrive, aggiungendo che durante le operazioni di pulizia – rese un po’ più agevoli dalla presenza nel bauletto di minidetergente e stracci – si è chiesto quale potesse essere stata la colpa tale da giustificare un simile gesto.
Il sospetto è che il “mittente” dell’atto incivile sia stato infastidito dal fatto che lo scooter fosse stato lasciato in un posto abituale, magari riservato informalmente ad altri.
Un gesto incivile che racconta il peggio della convivenza urbana
A colpire non è solo la volgarità del gesto, ma anche la sua intenzionalità. Il cittadino, infatti, conclude con parole pesanti, ipotizzando che chi ha compiuto l’atto sia abituato a maneggiare escrementi, magari perché proprietario del cane autore della “consegna”. Una situazione che accende i riflettori, ancora una volta, sull’inciviltà urbana e la scarsa tolleranza tra cittadini.
Il caso ha sollevato solidarietà e sdegno online, ma anche l’ennesimo appello a rispettare gli spazi pubblici e privati, in particolare quando le condizioni meteorologiche o le emergenze impongono soluzioni provvisorie non intenzionali.
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