Triestino pcchia la fidanzata per 5 anni, a San Van Valentino ancora violenze senza fine: braccialetto elettronico

Nella notte del 15 febbraio u.s., una Volante della Polizia di Stato è intervenuta presso l’Ospedale di Cattinara, in quanto il personale medico segnalava la presenza di una donna ricoverata per un’aggressione subita, nel corso della serata di San Valentino, per mano del compagno, P.R. classe 1980, già destinatario, per fatti analoghi, del Provvedimento di Ammonimento del Questore di Trieste.
Gli operatori delle Volanti della Questura intervenuti prendevano contatti con la vittima, la quale, con evidenti segni di lesione sul corpo e sul volto, riferiva che, dopo avere trascorso la serata di San Valentino con il compagno ed una coppia di amici nella sua abitazione, iniziava una discussione con il fidanzato. Nel corso della lite, avvenuta per motivi di gelosia, l’uomo, dopo aver congedato gli ospiti, perdeva la calma e aggrediva la donna, afferrandola per il collo e spingendola sul divano; poi, con il ginocchio le premeva il costato e la colpiva violentemente con dei pugni, procurandole lesioni personali quali fratture costali e trauma cranico con un referto all’atto delle dimissioni di 41 giorni di prognosi.
Nella circostanza la donna riusciva a divincolarsi e a fuggire all’interno del bagno dove si rinchiudeva ed allertava i soccorsi ed al loro arrivo l’uomo si dileguava.
Il gesto compiuto dall’uomo era l’ennesimo episodio che attestava una incontrollabile gelosia e una incapacità di frenare i propri impulsi violenti nei confronti della compagna. E difatti la violenza non era un fatto isolato: la donna dichiarava che nel corso della loro relazione che si intratteneva da circa 5 anni, numerosi erano stati gli episodi pregressi di violenza.
I fatti descritti, comunicati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Trieste, sono confluiti in un fascicolo d’indagine già aperto e per il quale personale del Commissariato di Pubblica Sicurezza di San Sabba era stato delegato per acquisire elementi utili d’indagine.
Le reiterate violenze subite dalla donna a cui si è aggiunta l’ultima aggressione del 15 febbraio hanno determinato una richiesta di una misura cautelare da parte del PM titolare del fascicolo che è stata accolta dal GIP di Trieste, il quale ha emesso un’ordinanza per il Divieto di Avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi dalla stessa frequentati tenendosi ad una distanza non inferiore a 500 metri, nonché il divieto di comunicazione con la medesima e l’applicazione del braccialetto elettronico.
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