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Cronaca

Trieste si ferma, oggi a pranzo in Corso Italia la lettura dei nomi dei giornalisti uccisi a Gaza

Luca Marsi ·
Trieste si ferma, oggi a pranzo in Corso Italia la lettura dei nomi dei giornalisti uccisi a Gaza

Sono 246 le giornaliste e i giornalisti uccisi a Gaza dal 7 ottobre 2023, diventati un bersaglio fin dal primo giorno, colpiti intenzionalmente per fare calare il buio sull’orrore che si consuma sotto gli occhi del mondo. A denunciarlo sono Articolo 21, Assostampa e Ordine dei Giornalisti del Friuli Venezia Giulia, che hanno promosso un presidio oggi a Trieste.

Alle 12 in corso Italia 13, sotto la targa che ricorda Marco Luchetta, Alessandro Saša Ota, Dario D’Angelo e Miran Hrovatin, la cittadinanza è stata invitata a unirsi in un momento di memoria e di impegno civile: verranno letti i nomi dei giornalisti e delle giornaliste uccisi a Gaza, per ribadire che «l’informazione non è un crimine» e che la loro eliminazione è anche la morte del diritto ad essere informati.

Un appello forte, che trova eco nelle parole pronunciate a Venezia pochi giorni fa dalla regista tunisina Kaouther Ben Hania, autrice del documentario La voce di Hind Rajab: «C’è una guerra contro la verità».

Gli organizzatori rilanciano una richiesta chiara: far entrare nella Striscia una commissione indipendente guidata dal sindacato dei giornalisti europei, in grado di accertare i fatti e garantire che il silenzio non diventi complicità.

Il presidio è stato anche l’occasione per ricordare la campagna “Alziamo la voce per Gaza”, con la quale è stata avviata una raccolta fondi a sostegno dei giornalisti palestinesi, costretti a lavorare in condizioni drammatiche e senza protezioni.

Un’iniziativa simbolica ma dal forte valore civile, per riaffermare che senza libertà di stampa non c’è democrazia, né giustizia.

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