Trieste, Romanutti: «Persone amano ancora leggere, ma purtroppo stanno mancando edicole» (VIDEO)

I triestini continuano ad amare la lettura e la carta, ma il progressivo venir meno delle edicole sta modificando profondamente il modo in cui anche l'editoria locale deve raggiungere il proprio pubblico.
A raccontarlo è stata Fabiana Romanutti, scrittrice ed editrice, durante il talk della Sagra de la Sardela condotto da Luca Marsi.
Un intervento che ha aperto una finestra sulle trasformazioni del settore editoriale e sul delicato equilibrio tra pubblicazioni tradizionali e strumenti digitali.
QB ha ormai 17 anni
Romanutti ha ricordato la lunga storia di QB, progetto editoriale che ha raggiunto i 17 anni di attività.
Un percorso che si è sviluppato parallelamente alla produzione di numerosi libri propri e alla pubblicazione delle opere di altri autori.
L'esperienza maturata negli anni ha reso quasi naturale il passaggio da un'intuizione alla sua trasformazione in un prodotto editoriale.
«Quando ho un'idea», ha raccontato, per lei è ormai quasi immediato «pensare di trasformarla in carta».
Una scelta quasi controcorrente
Romanutti si è definita sotto questo aspetto «un po' fuori dal tempo».
In un'epoca nella quale gran parte dell'informazione e della comunicazione passa dagli schermi, il suo lavoro continua infatti a rivolgersi anche a chi considera la carta qualcosa di insostituibile.
«Il mio lavoro è rivolto a tutte quelle persone che amano ancora la carta», ha spiegato.
Una dichiarazione che non significa però rifiuto del digitale.
QB tra mensile cartaceo e quotidiano online
Il progetto editoriale si è infatti adattato alle nuove abitudini dei lettori.
QB dispone di un quotidiano online consultabile gratuitamente, mentre il mensile può essere scaricato anche in formato digitale.
Carta e rete convivono quindi nello stesso progetto.
Non come mondi contrapposti, ma come strumenti differenti per raggiungere lettori con abitudini diverse.
«Le persone amano molto leggere»
Alla domanda su cosa manchi oggi alla cultura triestina, Romanutti ha fornito una risposta per certi versi sorprendente.
Il problema, secondo lei, non è la mancanza di lettori.
«Le persone amano molto leggere», ha affermato.
Una valutazione positiva sul pubblico cittadino e sulla sua disponibilità nei confronti dell'approfondimento culturale.
La criticità si trova altrove.
«Mancano purtroppo le edicole»
Romanutti ha individuato nella progressiva riduzione delle edicole uno dei cambiamenti più rilevanti per chi produce e distribuisce pubblicazioni.
«Mancano purtroppo le edicole», ha spiegato.
Un fenomeno che ha «costretto a cambiare anche il modo di diffusione dei nostri giornali».
L'editrice ha precisato di non sapere se si tratti di una caratteristica specificamente triestina oppure di una tendenza che interessa l'intera Italia.
Resta però l'effetto concreto: meno punti tradizionali di vendita significano la necessità di inventare nuovi strumenti per arrivare direttamente al pubblico.
Il QB Club per creare una comunità
Tra le iniziative sviluppate c'è anche il QB Club, pensato per riunire persone appassionate degli argomenti affrontati dalla pubblicazione.
Una scelta che indica una possibile direzione per l'editoria locale: non limitarsi alla vendita di una rivista, ma costruire una vera comunità intorno ai contenuti.
Un rapporto più diretto tra editore e lettore che può diventare particolarmente importante in un momento nel quale i tradizionali canali distributivi stanno cambiando.
Non soltanto ricette
Romanutti ha voluto inoltre ribadire che QB non deve essere considerato semplicemente una rivista gastronomica.
«QB non è solo ricette ma è soprattutto storia della cultura alimentare», ha sottolineato.
Accanto al cibo trovano spazio arte, mostre, vino e approfondimenti.
Un modo per raccontare il territorio attraverso ciò che si mangia, ma anche attraverso le persone, le tradizioni e le storie che stanno dietro ogni prodotto.
Carta e digitale, una convivenza possibile
L'esperienza raccontata alla Sagra de la Sardela mostra quindi un settore in trasformazione.
Da un lato permane un pubblico che continua a cercare il piacere della carta. Dall'altro scompaiono progressivamente alcuni dei luoghi che per decenni hanno rappresentato il punto naturale d'incontro tra lettori e giornali.
La risposta dell'editoria locale è quella di moltiplicare i canali: carta, digitale, comunità di lettori e appuntamenti sul territorio.
Perché, almeno secondo Romanutti, una certezza rimane: a Trieste la voglia di leggere non è scomparsa.
DI SEGUITO IL VIDEO
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foto ia
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