mercoledì 19 agosto 2026
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Cronaca

Trieste, Ramadan e Solidarietà: “300 pasti al giorno”, bilancio positivo della comunità musulmana (VODEP)

Luca Marsi·
Trieste, Ramadan e Solidarietà: “300 pasti al giorno”, bilancio positivo della comunità musulmana (VODEP)

Nel corso della trasmissione “Un capo in B” in diretta dal Citybar Tergesteo, il presidente della comunità musulmana di Trieste, Akram Omar, ha tracciato un bilancio dettagliato del recente Ramadan a Trieste, sottolineando come la risposta della comunità sia stata significativa nonostante le difficoltà economiche.

Secondo quanto dichiarato da Omar, la comunità, pur definita “povera”, si è dimostrata estremamente generosa, riuscendo a sostenere un’organizzazione complessa che ha coinvolto quotidianamente centinaia di persone. Il dato più rilevante riguarda la distribuzione di circa 300 pasti caldi al giorno, offerti a chiunque ne avesse bisogno durante il momento della rottura del digiuno.

Un servizio aperto a tutti, senza distinzioni

Un elemento centrale dell’iniziativa, come evidenziato nel corso dell’intervista, è stata la totale apertura del servizio. Akram Omar ha ribadito che non veniva richiesto alcun documento o requisito per accedere ai pasti: chiunque poteva partecipare, indipendentemente da provenienza o appartenenza religiosa.

Un aspetto che, come sottolineato anche dal direttore Luca Marsi, riguarda non solo la comunità musulmana ma l’intera cittadinanza. Omar ha confermato la presenza di numerosi triestini tra i beneficiari, evidenziando come le attività siano pensate per essere inclusive e rivolte a tutti.

Aiuti economici e servizi per le persone in difficoltà

Oltre alla distribuzione dei pasti, la comunità ha garantito anche altre forme di sostegno concreto. Tra queste, aiuti economici per persone in difficoltà, inclusi studenti universitari privi di risorse e persone senza alloggio.

Nel corso dell’incontro, Omar ha sottolineato la presenza di situazioni di forte disagio, parlando di persone che “rimangono senza soldi” e di chi si trova a vivere in strada. In questo contesto, la comunità interviene nei limiti delle proprie possibilità, cercando di offrire supporto continuo.

Tra i servizi attivi è stato ricordato anche quello delle docce calde, definito dal presidente un intervento essenziale e spesso sottovalutato, ma di grande impatto per chi vive condizioni di marginalità.

Un modello di accoglienza che coinvolge tutta la città

Il bilancio complessivo del Ramadan è stato definito “molto positivo”. La comunità ha dimostrato capacità organizzativa e spirito solidale, riuscendo a sostenere un’iniziativa di ampia portata grazie al contributo diffuso dei membri.

Le parole di Akram Omar mettono in evidenza un modello basato su accoglienza, inclusione e sostegno concreto, che si estende oltre i confini religiosi e si inserisce nel tessuto sociale cittadino.

Il Ramadan, in questo contesto, non è stato solo un momento religioso, ma anche un’occasione di cohesione sociale e aiuto reciproco, con effetti tangibili per molte persone in difficoltà a Trieste.

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