Trieste piange Stefano Fattorini, anima del Museo della Comunità ebraica

Profondo cordoglio a Trieste per la scomparsa di Stefano Fattorini, storico, ricercatore e uno dei più preziosi collaboratori del Museo della Comunità ebraica “Carlo e Vera Wagner”, scomparso proprio in una data simbolica: il 16 ottobre, anniversario della razzia del ghetto di Roma del 1943. Una coincidenza che rende ancora più toccante l’addio a una figura che ha dedicato la propria vita a preservare e tramandare la memoria della Shoah, la storia ebraica e la cultura della testimonianza.
Il Museo della Comunità ebraica ha annunciato la triste notizia con un post colmo di affetto e gratitudine, ricordando Fattorini come “uno dei più grandi amici e preziosi collaboratori del Museo: appassionato, rigoroso e instancabile collettore di memorie”. Il suo lavoro, sottolinea il Museo, non si limitava alla ricerca storica ma era soprattutto un gesto di ascolto, empatia e rispetto verso i testimoni della Shoah, che in lui trovavano una persona attenta, partecipe e profondamente umana.
Negli anni in cui il Museo cercava di ritagliarsi un posto nel panorama culturale cittadino, Fattorini ne fu una colonna portante. Grazie alla sua visione e alle sue segnalazioni, Trieste ha potuto ospitare documentari e progetti di altissimo valore, come “Shores of Light”, “Liga Terezín”, “The Road, a Story of Life and Death”. Con la mostra “Un treno per la Risiera”, da lui ideata, aveva ricostruito la storia del primo convoglio di deportati ebrei da Trieste ad Auschwitz, partito il 7 dicembre 1943.
La sua dedizione lo aveva portato anche oltre i confini della memoria triestina: con il progetto “Erê Evraik, una diaspora mediterranea da Corfù a Trieste”, aveva dato voce ai discendenti dei sopravvissuti, riallacciando fili spezzati tra famiglie disperse in tutto il mondo.
Appassionato divulgatore, sapeva trasformare la complessità della ricerca storica in un linguaggio accessibile, mantenendo sempre uno sguardo lucido e compassionevole verso l’attualità. Come ricorda il Museo, “era sempre pronto a condividere, incoraggiando chi si affacciava sulla strada della ricerca”.
Con la sua scomparsa, Trieste perde non solo un instancabile studioso, ma una coscienza civile e morale. “Ci rimangono tutti i frutti del suo lavoro e il suo esempio ci guiderà sempre — conclude il messaggio del Museo — ma ci mancherà tantissimo. Siamo profondamente addolorati e ci stringiamo ad Elisa e Lorenzo, che porteranno avanti la sua memoria. Che il suo ricordo ci accompagni”.
foto social comunità ebraica
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