Trieste, notte di follia in piazza Venezia: “Frustavano la gente con un tondino di ferro”

Una normale serata universitaria di fine maggio trasformata improvvisamente in caos, urla e paura nel cuore della movida triestina. È quanto raccontano i gestori di un locale della zona di piazza Venezia dopo gli episodi avvenuti nella notte tra mercoledì 27 e giovedì 28 maggio, durante le fasi di chiusura dell’attività.
Secondo quanto riferito ai Carabinieri e successivamente raccontato anche a Trieste Cafe, tutto sarebbe iniziato poco prima delle tre del mattino, mentre il locale stava ormai terminando il servizio e all’interno erano ancora presenti circa cento persone tra studenti e clienti.
“Eravamo in chiusura quando è iniziato tutto”
A parlare è uno dei responsabili dell’attività, che ricostruisce quei momenti spiegando come alcuni giovani, di origine africana, siano entrati nel locale iniziando subito a creare tensione.
Secondo il racconto, uno di loro avrebbe insistito per utilizzare il biliardino nonostante il locale fosse ormai in chiusura.
“Gli abbiamo spiegato tranquillamente che stavamo chiudendo”, racconta il gestore, spiegando che la situazione sarebbe rapidamente degenerata dopo il rifiuto.
Il racconto choc: “Ha preso un tondino e ha iniziato a colpire la gente”
La parte più pesante del racconto riguarda quanto sarebbe accaduto subito dopo all’esterno del locale.
Secondo quanto riferito, uno dei giovani avrebbe recuperato un tondino metallico nascosto all’interno di una pianta di un vicino locale, utilizzandolo poi come una sorta di frusta contro le persone presenti.
“C’era gente con lividi”, racconta il titolare, spiegando che anche alcuni membri dello staff sarebbero stati colpiti durante quei momenti di tensione.
Nel frattempo, altri soggetti presenti avrebbero iniziato a lanciare sgabelli e bottiglie, aumentando ulteriormente il caos nella zona della movida.
“Non erano ubriachi”
Uno degli aspetti che colpiscono maggiormente nel racconto riguarda lo stato dei giovani coinvolti.
Secondo il gestore, infatti, non si sarebbe trattato semplicemente di persone ubriache.
“Non erano ubriachi”, racconta, aggiungendo che le forze dell’ordine avrebbero riferito di conoscere già alcuni dei soggetti coinvolti per episodi precedenti nella zona di piazza Libertà.
La rabbia dei gestori: “Siamo stufi di lavorare così”
Nel lungo sfogo emerge soprattutto l’esasperazione di chi lavora ogni notte nella movida cittadina.
“Io non posso lavorare così”, spiegano i titolari, sottolineando come dopo trent’anni di attività la situazione venga percepita sempre più difficile da gestire.
Il locale ha precisato di aver scelto di non diffondere il proprio nome per evitare di trasformare la vicenda in un danno diretto all’attività, chiedendo però maggiore attenzione sul tema sicurezza nelle aree della movida.
La questione sicurezza torna al centro del dibattito
L’episodio arriva proprio nelle ore in cui il tema della sicurezza nella movida triestina è tornato al centro del dibattito cittadino anche dopo il Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocato in Prefettura.
Piazza Venezia e via Torino restano infatti tra le aree maggiormente monitorate durante le ore notturne, soprattutto con l’avvicinarsi dell’estate e l’aumento della presenza di giovani e turisti nel centro cittadino.
In questo caso saranno ora le indagini delle forze dell’ordine e le immagini video raccolte durante la serata a ricostruire con precisione quanto accaduto nella notte della movida triestina.
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