Trieste, guardie giurate come sentinelle della città: l’Angpg presenta «Mille occhi sulla città»

Portare a Trieste il progetto «Mille occhi sulla città», rafforzando il collegamento tra gli operatori della vigilanza privata e le centrali operative delle forze dell’ordine. È il tema al centro del confronto promosso dall’Associazione nazionale Guardie Particolari Giurate, attraverso il responsabile regionale per il Friuli Venezia Giulia Salvatore Masiello.
L’iniziativa ha coinvolto Francesco di Paola Panteca, indicato nella comunicazione dell’associazione come presidente del Consiglio comunale, e Michele Silvestri, presentato come responsabile della sicurezza di Fincantieri. Al centro dell’incontro, le problematiche della sicurezza civile a Trieste e la possibilità di valorizzare la presenza sul territorio delle guardie giurate attraverso un sistema coordinato di osservazione e segnalazione.
Il progetto portato al confronto a Trieste
L’associazione, presieduta a livello nazionale da Giuseppe Alviti, ha individuato nel coordinamento di «Mille occhi sulla città» il principale obiettivo dell’iniziativa seguita da Masiello.
Il progetto viene presentato dall’Angpg come un protocollo di sicurezza urbana promosso dal Ministero dell’Interno in collaborazione con Anci, prefetture e istituti di vigilanza privata. La finalità è rafforzare il controllo del territorio attraverso la collaborazione tra soggetti pubblici e operatori privati, nell’ambito della sicurezza integrata e complementare.
Il confronto triestino riguarda la proposta e il suo coordinamento: la comunicazione non annuncia la sottoscrizione di un protocollo locale né l’avvio operativo del servizio in città.
Le guardie giurate come sentinelle durante il servizio
Il meccanismo illustrato dall’associazione punta a valorizzare una presenza già attiva sul territorio. Durante i normali servizi di pattugliamento, soprattutto nelle ore notturne, le Guardie Particolari Giurate possono osservare situazioni che richiedono attenzione e trasmettere tempestivamente le informazioni alle autorità competenti.
Il ruolo descritto è quello di sentinelle, capaci di far arrivare una segnalazione quando vengono individuati possibili pericoli, persone in difficoltà o episodi che richiedono una valutazione da parte delle forze dell’ordine.
L’obiettivo è quindi rendere più efficace il collegamento tra chi svolge servizi di vigilanza e chi ha la responsabilità degli interventi di sicurezza pubblica.
Dai veicoli sospetti alle persone in difficoltà
Tra le situazioni richiamate nella presentazione figurano veicoli sospetti, persone in difficoltà, condizioni di degrado urbano ed episodi di violenza.
Le allerte, nel modello illustrato, vengono indirizzate alle centrali operative di Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale, affinché possano essere valutate e gestite dagli organismi competenti.
Nell’ambito del progetto descritto, il compito delle guardie giurate è osservare e segnalare: non è previsto un intervento diretto sul campo in sostituzione delle forze dell’ordine. La collaborazione proposta si fonda dunque sulla tempestività delle comunicazioni e sul rispetto dei rispettivi ruoli.
Le esperienze richiamate dall’associazione
Nella propria comunicazione, l’Angpg richiama il lavoro svolto da Giuseppe Alviti, presentato come docente di sicurezza sussidiaria e complementare, per introdurre il progetto in diversi Comuni italiani.
Tra le esperienze citate dall’associazione figurano Casandrino, Casoria e Napoli. Sono i riferimenti con cui l’Angpg accompagna la proposta avanzata a Trieste, dove Masiello ha posto al centro del confronto il tema del coordinamento.
La prospettiva indicata è quella di rafforzare la rete delle segnalazioni, mettendo a disposizione della sicurezza urbana le osservazioni raccolte dagli operatori privati durante la loro attività ordinaria.
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