Trieste e i suoi campioni, de Mottoni duro: «Qui si va contro a chi ha successo» (VIDEO)

Trieste possiede campioni, eccellenze sportive e un territorio straordinario, ma secondo alcuni protagonisti del mondo sportivo locale avrebbe ancora difficoltà a celebrare apertamente chi riesce ad arrivare in alto.
È stato uno dei momenti più accesi del talk trasmesso da Trieste Cafe dalla Sagra de la Sardela nella pineta di Barcola.
A lanciare la provocazione più forte è stato Tommaso de Mottoni.
«Trieste va contro a chi ha successo», ha dichiarato.
Ramazzina: «Il triestino riconosce meno il merito»
Il tema è stato inizialmente sollevato da Riki Ramazzina parlando della propria esperienza.
Durante gli anni delle competizioni e dei seminari, ha raccontato, fuori città riceveva spesso grandi riconoscimenti.
A Trieste, invece, avrebbe trovato un ambiente più freddo.
«Il triestino riconosce meno, dire “sei stato bravo” per il triestino costa», ha osservato Ramazzina.
Secondo il volto del fitness triestino la situazione sarebbe migliorata rispetto a vent'anni fa, ma resterebbe ancora una certa difficoltà nel trasformare i risultati dei singoli sportivi in orgoglio collettivo.
L'esempio di Matteo Parenzan
Ramazzina ha citato anche Matteo Parenzan.
Per lui, un atleta capace di ottenere risultati di massimo livello dovrebbe diventare immediatamente un motivo d'orgoglio per la città.
«Avere un triestino che comunque ha vinto un oro olimpionico per me è un vanto», ha affermato, riferendosi ai risultati paralimpici dell'atleta.
De Mottoni alza il tono
A quel punto de Mottoni ha scelto di spingersi oltre.
«Trieste non dovrebbe semplicemente valorizzare di più. Trieste va contro a chi ha successo».
Secondo l'organizzatore della Corsa della Bora, esisterebbe una tendenza cittadina a criticare sistematicamente risultati, iniziative ed eccellenze.
Un atteggiamento che considera paradossale proprio alla luce delle caratteristiche della città.
«Abbiamo una città fantastica, con degli atleti fantastici ma anche delle bellezze incredibili e ne parliamo male».
Da qui l'invito: «Dobbiamo iniziare a essere orgogliosi della nostra città».
Dalla critica all'orgoglio cittadino
Il tema supera naturalmente lo sport.
Nelle parole di de Mottoni emerge infatti una riflessione più generale sulla capacità di una comunità di riconoscere i propri punti di forza.
Atleti, manifestazioni sportive e territorio possono diventare strumenti potentissimi di promozione.
Ma, secondo la lettura emersa dal talk, serve prima di tutto un cambio di atteggiamento interno.
Una città che vuole raccontare al mondo le proprie eccellenze deve prima essere capace di riconoscerle, sostenerle e sentirle proprie.
DI SEGUITO IL VIDEO
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