Trieste, Dipiazza promette il decollo di Porto Vecchio: “Non sarà Montecarlo, sarà anche meglio” (VIDEO)

Se c’è un tema su cui Roberto Dipiazza continua a mostrare entusiasmo quasi visionario, è quello di Porto Vecchio. Nella diretta di Trieste Cafe, il sindaco ne ha parlato come della grande opportunità che può cambiare il volto economico e turistico di Trieste, arrivando a spingersi oltre il paragone con Montecarlo. Non un’uscita folkloristica, ma il tentativo di raccontare un progetto che, nelle sue intenzioni, dovrà trasformare quell’area in un motore di investimenti, lavoro, ricettività e attrazione urbana.
“Lo farò anche meglio di Montecarlo”
Il passaggio più forte è quello in cui Dipiazza ricorda l’incontro con l’ambasciatrice di Montecarlo e la battuta sul rischio di trasformare Porto Vecchio in una copia del Principato. La risposta del sindaco è netta e volutamente provocatoria: no, non sarà Montecarlo, sarà qualcosa di persino migliore. Dietro la frase c’è un’idea precisa, cioè quella di sfruttare in modo pieno il potenziale di un’area enorme, affacciata sul mare e collocata a ridosso del centro cittadino.
Dipiazza insiste su un concetto economico molto chiaro: Porto Vecchio è un luogo in cui, appena investi, inizi a incassare. Ristoranti, alberghi, servizi, flussi turistici, spazi di richiamo. Il sindaco contrappone questa prospettiva a modelli di sviluppo più lenti, sostenendo che l’area triestina, proprio per la sua posizione e per il contesto urbano in cui si trova, possa generare ritorni più rapidi.
Il futuro passa da quei 63 ettari
Nel corso dell’intervista il sindaco ha ricordato la dimensione dell’area, 63 ettari, presentandola come un patrimonio straordinario a disposizione della città. È un punto decisivo del suo ragionamento: Porto Vecchio non è solo un quartiere da riqualificare, ma una riserva strategica di spazio, funzioni e possibilità economiche. Nella visione di Dipiazza, lì si concentrano alcune delle chance più importanti del futuro triestino.
Il progetto, nelle sue parole, non è pensato soltanto come riuso edilizio o operazione urbanistica. È descritto come una leva per ampliare l’offerta turistica, rafforzare il fronte mare e rendere Trieste ancora più attrattiva per chi arriva da fuori. Non a caso il sindaco parla di ristoranti e alberghi come primi attivatori di un meccanismo capace di produrre immediatamente movimento economico.
Dal Porto Vecchio al “Porto Nuovo di pacca”
Durante la diretta, giocando con la conduttrice, Dipiazza arriva quasi a ribattezzarlo, lasciando intendere che presto non avrà più senso chiamarlo Porto Vecchio. Dietro la battuta c’è però una convinzione politica forte: l’area deve smettere di essere percepita come il grande spazio del passato e diventare, al contrario, la vetrina più potente del futuro della città.
Il sindaco annuncia anche l’intenzione di portare la redazione a fare un sopralluogo, mostrando i lavori, i masegni e il ristorante ormai in dirittura d’arrivo. È un dettaglio che racconta bene il suo approccio comunicativo: non solo descrivere il progetto, ma farlo vedere, trasformarlo in una narrazione concreta e tangibile.
Il “grande regalo” alla città
Nel passaggio più politico del suo intervento, Dipiazza arriva a definire Porto Vecchio come uno dei grandi regali lasciati alla città, accanto alle altre opere realizzate durante i suoi mandati. Il riferimento alla viabilità e agli investimenti degli anni scorsi serve proprio a collocare questo progetto dentro una traiettoria più ampia: quella di una Trieste che, secondo il sindaco, in questi anni ha cambiato volto grazie a una lunga stagione di cantieri e trasformazioni.
Porto Vecchio diventa quindi il punto più alto di questa narrazione. Non solo perché è l’intervento più iconico, ma perché riassume molte delle parole chiave che Dipiazza usa da tempo per raccontare la città: mare, turismo, investimenti, bellezza, attrattività internazionale.
Una scommessa che parla al futuro di Trieste
Al di là delle formule e delle battute, il messaggio politico è limpido: Dipiazza vuole che Porto Vecchio venga percepito come il dossier decisivo dei prossimi anni. Non un’area da osservare con prudenza, ma una scommessa da spingere fino in fondo, convinto che lì si giochi una parte importante del futuro economico e simbolico di Trieste.
La visione del sindaco è quella di un grande fronte mare capace di produrre ricchezza, posti di lavoro, nuovi servizi e un salto di qualità nell’immagine della città. Resta una sfida complessa, ma nelle parole di Dipiazza emerge tutta la volontà di consegnare Porto Vecchio alla città non come un’eredità irrisolta, bensì come la grande promessa del suo prossimo capitolo.
DI SEGUITO IL VIDEO
RIPRODUZIONE RISERVATA
Articoli correlati
CronacaNuova Edilcolor, Cristina raggiunge pensione dopo 42 anni di contributi: «Negozio è stato la mia casa»
Un traguardo costruito con impegno, sacrificio e una dedizione che dura da oltre quattro decenni. Cristina , storico volto di Nuova Edilcolor , ha annunciato di aver raggiunto la pensione dopo 42 anni e mezzo di contributi , condividendo co
CronacaTrieste sorprende l'Italia: +10,7% di giovani in dieci anni, è tra le migliori province
Negli ultimi 10 anni i giovani italiani tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti di quasi 550 mila unità, effetto diretto della crisi demografica che mette a rischio, tra le altre cose, anche la tenuta del sistema occupazionale nazionale. Entro
CronacaCampo San Giacomo, sorprende un uomo nella sua auto: nasce una colluttazione, denunciato
Un uomo è stato denunciato per tentato furto dopo l'episodio avvenuto intorno alle 13.20 di venerdì 17 luglio in Campo San Giacomo , a Trieste. La Polizia di Stato , contattata dalla redazione di Trieste Cafe , ha confermato l'intervento de
CronacaRubano un'auto e una carta di pagamento a Lignano Sabbiadoro: arrestati due 18enni
Si sarebbe conclusa nel giro di pochi giorni l'attività investigativa dei Carabinieri della Stazione di Lignano Sabbiadoro, che ha portato all'arresto di due diciottenni, ritenuti responsabili, allo stato delle indagini, del furto di un'aut
