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Cronaca

Trieste celebra le comunità armena e rumena: culture, tradizioni e storie protagoniste a San Giacomo

Luca Marsi·
Trieste celebra le comunità armena e rumena: culture, tradizioni e storie protagoniste a San Giacomo

Un pomeriggio dedicato all’incontro tra culture, tradizioni e storie che fanno parte dell’identità multiculturale di Trieste. Sabato 23 maggio l’Auditorium dell’Oratorio di San Giacomo ha ospitato il quarto appuntamento del ciclo “VOCI DI COMUNITA’: Storie, Culture e Vite a Trieste”, iniziativa promossa dalle comunità storiche e rilevanti del territorio in collaborazione con la V Circoscrizione Barriera Vecchia – San Giacomo.

Protagoniste dell’incontro sono state il Comitato di Cultura Armena di Trieste “AraraTS” e la Comunità Rumena di Trieste, che hanno accompagnato il pubblico in un viaggio tra memoria, identità culturale, tradizioni popolari e momenti di convivialità.

I saluti istituzionali e il messaggio della Circoscrizione

L’evento è stato aperto dai saluti della presidente della V Circoscrizione Michela Novel e del coordinatore della Commissione Cultura ed Eventi Luca Gojak.

Presente anche la Console Doina Boblea, intervenuta in rappresentanza del Consolato Generale di Romania a Trieste.

Nel suo intervento, Luca Gojak ha sottolineato il significato del percorso avviato già dallo scorso anno con questi incontri culturali.

“Questo è un percorso cominciato già l’anno scorso e che sta continuando, allo scopo di creare sul territorio occasioni d’incontro in varie forme tra le comunità e i cittadini per conoscere meglio la storia, la cultura e le tradizioni che ognuno porta nel vivere comune”, ha dichiarato.

Gojak ha inoltre evidenziato l’importanza del confronto tra culture differenti come occasione di arricchimento reciproco per la città.

Il racconto della comunità armena

La seconda parte dell’incontro è entrata nel vivo con l’intervento di Adriana Hovhannessian, che ha ripercorso la storia della presenza armena a Trieste.

Il racconto ha attraversato diversi momenti storici, partendo dalla presenza di circa 550 armeni in città alla fine del Settecento, favorita dal commercio portuale e dall’azione dei padri mechitaristi, fino alla diaspora armena del Novecento e alla situazione attuale della comunità triestina.

Oggi, secondo quanto spiegato durante l’incontro, la presenza armena a Trieste conta circa dieci famiglie.

La testimonianza della storica presenza armena in città resta ancora oggi visibile attraverso la Chiesa mechitarista di via Giustinelli, chiusa dal 2009 e bisognosa di importanti lavori di ristrutturazione, oltre che attraverso cognomi storici presenti nella toponomastica cittadina come Ananian, Ciamician ed Hermet.

La comunità rumena tra storia, musica e tradizioni

Spazio poi alla Comunità Rumena di Trieste, introdotta anche dal saluto del presidente del Consiglio Comunale Francesco Panteca, che ha ribadito il sostegno del Comune alla comunità romena definendola un valore aggiunto per la città.

Padre Valentin Filip Tarta, parroco della chiesa ortodossa romena di via dell’Istria, ha ripercorso la storia della presenza romena a Trieste e i legami costruiti nel tempo con il territorio cittadino.

Secondo quanto emerso durante l’incontro, oggi la comunità romena conta oltre tremila residenti nel territorio triestino.

Il pomeriggio è stato poi animato da adulti, ragazzi e bambini della comunità che hanno proposto canti e balli tipici in abiti tradizionali, trasformando l’evento in un momento di festa e partecipazione collettiva.

Tradizioni anche a tavola

A chiudere l’iniziativa non è mancato un momento conviviale dedicato alla gastronomia tradizionale, considerata parte integrante dell’identità culturale dei popoli.

I partecipanti hanno potuto assaggiare sarmale, prodotti salati tipici, dolci tradizionali, biscotti e anche vino di melograno armeno.

Come gli appuntamenti precedenti, anche questo incontro si è trasformato in un’occasione per conoscere meglio le diverse anime culturali presenti a Trieste attraverso musica, racconti, tradizioni e momenti di condivisione.

Il ringraziamento all’Oratorio di San Giacomo

Nel corso dell’iniziativa è stato inoltre sottolineato il ruolo dell’Oratorio di San Giacomo e di don Rudy Sabadin, ringraziati per la disponibilità e il sostegno alle attività culturali e sociali del rione.

“Fare rete sul territorio vuol dire anche poter ringraziare la disponibilità dell’Oratorio di San Giacomo e di don Rudy Sabadin, sempre pronti a sostenere gli incontri culturali e sociali del rione”, è stato evidenziato nel comunicato conclusivo.

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