Trieste, anziana in lacrime in banca: sospetto raggiro sotto gli occhi di tutti, ma il gruppo sparisce nel nulla
Ancora una volta, il volto subdolo delle truffe agli anziani torna a manifestarsi, questa volta all’interno di una filiale bancaria cittadina, dove si è sfiorato un possibile raggiro grazie all’intervento di alcuni clienti sospettosi e attenti. A raccontare quanto accaduto è un residente triestino che, con coraggio civico, ha voluto condividere la sua testimonianza per mettere in guardia la collettività.
I fatti risalgono al pomeriggio di lunedì 7 luglio 2025, quando l’uomo si è recato in banca insieme alla figlia. All’esterno il bancomat risultava fuori servizio, motivo per cui i due sono entrati nei locali dell’istituto. All’interno, al bancone, si trovava una signora anziana in evidente stato di agitazione e pianto, affiancata da un ragazzo giovane che tentava di consolarla. Poco dopo si è avvicinato anche il direttore della filiale.
“Subito ho notato qualcosa di strano – segnala il lettore – e una ragazza che conosco mi ha confermato i sospetti: la signora e il ragazzo si erano appena conosciuti. Una scena ambigua, considerando i tanti casi di raggiri ai danni degli anziani”.
Il gruppo, sempre più numeroso e preoccupato, ha iniziato a porre domande per verificare se la donna fosse in grado di comunicare con qualcuno di fiducia, ma la signora, confusa e nervosa, si è irrigidita, rifiutando ogni aiuto e mostrandosi ostile. “Continuava ad abbracciare il giovane, come se fosse una figura protettiva, ma non era in grado di fornire nemmeno un numero di telefono di un familiare” riferisce il testimone.
A quel punto, il cittadino ha deciso di proporre l’intervento della Polizia, nel tentativo di chiarire la situazione. “Con mia sorpresa, il giovane non si è scomposto, anzi ha acconsentito, dicendo di comprendere i nostri dubbi. Ma la signora si è infervorata, mi ha chiesto se fossi un poliziotto e ha iniziato a ripetere con forza che era libera di fare ciò che voleva”.
Pochi minuti dopo, la coppia si è allontanata. Ma la scena più inquietante è avvenuta fuori dalla filiale: “Abbiamo visto la signora più avanti, tenuta per mano da un altro giovane, con accanto il ragazzo di prima, altre due donne – una delle quali con un bambino in braccio – e un passeggino. Ho subito chiamato il 113, ma purtroppo la chiamata ha richiesto troppo tempo, e il gruppo nel frattempo si era dileguato”.
I Carabinieri, intervenuti dopo circa dieci minuti, hanno raccolto le testimonianze e le descrizioni, confermando che purtroppo situazioni simili accadono sempre più spesso e che molte persone anziane cadono vittime di truffe e manipolazioni psicologiche ben orchestrate.
“Non so come sia andata a finire – conclude il lettore – ma è devastante constatare quanto sangue freddo abbiano certi malintenzionati, anche davanti a persone adulte che chiamano le forze dell’ordine. Per questo ho deciso di raccontare pubblicamente quanto accaduto: serve un’azione collettiva, serve parlarne, informare, raccontare. Solo così possiamo difendere i nostri anziani da chi tenta di sfruttarli”.
Un episodio che riaccende i riflettori sulla necessità di sensibilizzare l’opinione pubblica, promuovere campagne informative mirate e rafforzare i presidi di sicurezza in tutte le realtà frequentate dai cittadini più fragili.
foto sebastiano visintin
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