martedì 8 settembre 2026
Trieste Cafe Il meglio di Trieste ogni giorno
18/06 un tuffo in un mare di spettacoli (CONTINUATIVO)
Breaking
Trieste, gli rubano lo zaino con tutto dentro a Barcola: la famiglia lancia un appello B2Big Live 2026 sbarca a Trieste: il Generali Convention Center ospita il grande evento di marketing B2B Trieste, tornano le “sentinelle” davanti alle scuole: 54 addetti proteggeranno i bambini in 33 primarie Pucci (PD): «Palazzo Gopcevich non può essere lasciato al degrado, servono risorse certe e tempi definiti» Maternità e fibrosi cistica: il Burlo avvia una ricerca pionieristica sul ruolo della placenta Da Salisburgo a Trieste su due ruote: l'impresa del Gruppo Vulkan MTB Trieste, Adesso Trieste porta l’“anguriata rionale” in centro: appuntamento in Largo Bonifacio Bimbo perde il suo amatissimo aereo giocattolo a Montedoro: l’appello della mamma Trieste, Let’s Move cresce ancora: 3 palchi, oltre 100 ore di attività gratuite e già 4mila iscritti (VIDEO) Piazza Libertà, provano a rubare un monopattino: il lucchetto resiste, restano i danni (VIDEO) Furto nella notte alla Ca’ de Wine in piazza Dalmazia: forzata la serratura e rubato il fondo cassa Trieste, «Ampliare Barcola per trasformarla in una vera destinazione balneare europea» Trieste, il primo pandoro di settembre: un piccolo anticipo di Natale che scalda il cuore Trieste, Dipiazza riceve il nuovo comandante regionale dei Carabinieri Gerardo Petitto Via Santi, violenta lite tra stranieri: arrivano quattro volanti e il 118, 34enne con fratture al setto nasale Trieste, gli rubano lo zaino con tutto dentro a Barcola: la famiglia lancia un appello B2Big Live 2026 sbarca a Trieste: il Generali Convention Center ospita il grande evento di marketing B2B Trieste, tornano le “sentinelle” davanti alle scuole: 54 addetti proteggeranno i bambini in 33 primarie Pucci (PD): «Palazzo Gopcevich non può essere lasciato al degrado, servono risorse certe e tempi definiti» Maternità e fibrosi cistica: il Burlo avvia una ricerca pionieristica sul ruolo della placenta Da Salisburgo a Trieste su due ruote: l'impresa del Gruppo Vulkan MTB Trieste, Adesso Trieste porta l’“anguriata rionale” in centro: appuntamento in Largo Bonifacio Bimbo perde il suo amatissimo aereo giocattolo a Montedoro: l’appello della mamma Trieste, Let’s Move cresce ancora: 3 palchi, oltre 100 ore di attività gratuite e già 4mila iscritti (VIDEO) Piazza Libertà, provano a rubare un monopattino: il lucchetto resiste, restano i danni (VIDEO) Furto nella notte alla Ca’ de Wine in piazza Dalmazia: forzata la serratura e rubato il fondo cassa Trieste, «Ampliare Barcola per trasformarla in una vera destinazione balneare europea» Trieste, il primo pandoro di settembre: un piccolo anticipo di Natale che scalda il cuore Trieste, Dipiazza riceve il nuovo comandante regionale dei Carabinieri Gerardo Petitto Via Santi, violenta lite tra stranieri: arrivano quattro volanti e il 118, 34enne con fratture al setto nasale
Cronaca

“Trent'anni fa non era previsto non vestirsi”: la crisi delle maschere che travolge il carnevale (VIDEO)

Luca Marsi·
“Trent'anni fa non era previsto non vestirsi”: la crisi delle maschere che travolge il carnevale (VIDEO)

Nel corso della diretta serale di Trieste Cafe si è aperto un confronto netto e senza nostalgie artificiose sul declino delle maschere nel carnevale moderno, uno dei cambiamenti più evidenti e simbolici nel modo di vivere la festa. Un tema affrontato attraverso esperienze dirette, ricordi concreti e considerazioni esplicite, che hanno restituito l’immagine di un Carnevale profondamente diverso rispetto al passato.

Stefano Rebek: “non esisteva l’idea di non vestirsi”

A tracciare il confine più netto tra ieri e oggi è stato Stefano Rebek, opinionista ed ex direttore artistico, che in diretta ha spiegato come la maschera fosse un tempo un elemento obbligato, non facoltativo. “Non era previsto non vestirsi”, ha affermato, chiarendo che presentarsi senza travestimento significava sentirsi fuori posto. Rebek ha raccontato che chi non era in maschera veniva quasi “recuperato” dagli altri, anche con soluzioni improvvisate, perché il Carnevale era prima di tutto partecipazione collettiva.

Secondo Rebek, oggi questo meccanismo sociale è completamente scomparso e con esso si è perso uno dei pilastri identitari della festa.

Max De Palma: “una volta ci si faceva i vestiti, oggi sono tutti col peluche”

Sul tema è intervenuto anche Max De Palma, organizzatore di eventi, che ha collegato il declino delle maschere a un cambiamento culturale profondo. In diretta ha sottolineato come in passato i costumi fossero frutto di mesi di lavoro, creatività e investimento personale. “Una volta la gente si faceva i vestiti”, ha detto, contrapponendo quell’approccio artigianale alla diffusione attuale di travestimenti standardizzati, spesso acquistati all’ultimo momento.

De Palma ha evidenziato che oggi il costume è diventato un accessorio marginale e non più il cuore della festa, contribuendo a svuotare il Carnevale del suo valore simbolico.

Stefano Rebek: “non si chiedeva se ti vestivi, ma da cosa”

Nel corso della diretta, Rebek ha aggiunto un altro elemento chiave del confronto con il passato. “Non si chiedeva se ti vestivi, ma da cosa ti vestivi”, ha spiegato, ricordando come il Carnevale fosse vissuto come esperienza di gruppo. Si sceglievano temi comuni, si costruivano costumi insieme e la maschera diventava linguaggio condiviso, capace di creare appartenenza.

Secondo Rebek, la perdita di questa dimensione collettiva ha trasformato il Carnevale in una somma di presenze individuali, prive di un filo conduttore riconoscibile.

Il paragone con Halloween, il sorpasso che fa riflettere

Sempre nel corso della diretta serale di Trieste Cafe, Stefano Rebek ha messo a confronto Carnevale e Halloween, osservando come oggi quest’ultimo riesca a coinvolgere molte più persone sul piano dei travestimenti. “Ad Halloween si vestono quasi tutti”, ha sottolineato, evidenziando un paradosso evidente: la festa che nasce per le maschere fatica oggi a esprimerle, mentre un’altra ricorrenza ne ha assorbito lo spirito.

Questo confronto, secondo gli ospiti, aiuta a leggere il declino delle maschere non come un dettaglio estetico, ma come il sintomo di una perdita di identità più ampia.

Senza maschere il carnevale perde riconoscibilità

Il quadro emerso nel corso della diretta serale di Trieste Cafe è chiaro. Il declino delle maschere nel carnevale moderno, raccontato da Stefano Rebek e Max De Palma, non riguarda soltanto il modo di vestirsi, ma il senso stesso della festa. Senza travestimento, senza partecipazione collettiva e senza simboli condivisi, il Carnevale rischia di ridursi a una semplice serata qualsiasi, privata di quell’anima che per decenni lo ha reso unico e immediatamente riconoscibile.

DI SEGUITO IL VIDEO

RIPRODUZIONE RISERVATA

Articoli correlati