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Cronaca

Tragedia in viale Miramare, un cittadino: "Zone 30 e carreggiate più strette per fermare le corse"

Luca Marsi·
Tragedia in viale Miramare, un cittadino: "Zone 30 e carreggiate più strette per fermare le corse"

L’incidente mortale avvenuto in viale Miramare, dove una donna di 75 anni è stata investita e sbalzata per oltre 20 metri, ha scosso profondamente la comunità triestina. Tra le tante reazioni, emerge una riflessione di un cittadino che denuncia con forza una situazione ormai insostenibile sulle strade della città.

"Un'altra vittima della velocità, sulle strisce pedonali"

Nel messaggio condiviso sui social, l’autore del post esprime rabbia e indignazione, parlando di una barbarie indisturbata, che continua senza un vero ed efficace contrasto.

"Evidentemente, a premere sul pedale non c'è riguardo e non c'è timore. Questa mattanza deve finire."

Il messaggio è chiaro: troppi incidenti accadono a causa della velocità eccessiva, specialmente in tratti urbani dove i pedoni dovrebbero sentirsi al sicuro. Il riferimento all’ennesima vittima sulle strisce pedonali richiama una realtà dolorosa che si ripete con troppa frequenza.

La proposta: Zone 30 e restringimenti di carreggiata

Nella sua riflessione, il cittadino non si limita alla denuncia, ma propone soluzioni concrete per arginare il fenomeno degli eccessi di velocità in città:

"Va avviato un tavolo tecnico al fine di introdurre in modo mirato delle Zone 30 e restringimenti di carreggiata per eliminare tratti di viabilità urbana usati come autostrada."

L’idea è quella di intervenire con misure strutturali, come la riduzione dei limiti di velocità e la modifica delle carreggiate, per impedire che alcune strade vengano percorse a velocità incompatibili con la sicurezza urbana.

"Noi tutti siamo pedoni"

Il messaggio si chiude con un appello all’unità e alla responsabilità collettiva:

"Noi tutti siamo pedoni. Non dividiamoci su questo atto di civiltà."

In un periodo in cui spesso automobilisti e pedoni vengono contrapposti in un dibattito sterile, questa frase ricorda che la sicurezza sulle strade riguarda tutti. Non si tratta di una lotta tra categorie, ma di una battaglia per il rispetto e la tutela della vita.

La speranza è che questa riflessione non resti solo uno sfogo sui social, ma possa alimentare un dibattito costruttivo e spingere l’amministrazione a prendere provvedimenti concreti per una città più sicura.

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