domenica 12 luglio 2026
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Cronaca

Tonnellate di pneumatici usati e batterie esauste anche dal Porto di Trieste, sgominato traffico illecito di rifiuti in Africa

Luca Marsi·

Ogni anno Legambiente promuove il Festival Nazionale in cui vengono consegnati dei riconoscimenti a coloro che hanno contribuito in maniera significativa a tutelare l’ambiente ed al rispetto della legalità. La 34^ edizione , si è tenuta ieri in Provincia di Grosseto ed al termine del dibattito si è svolta la consegna del  Premio  Ambiente e Legalità, attestato di merito che Legambiente attribuisce a tutte le Istituzioni, alle donne e agli uomini che si sono particolarmente distinti sul fronte della lotta alla criminalità ambientale ed in particolari contesti difficili.Alla presenza del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando, del Presidente di Legambiente, Stefano Ciafani, e del presidente di Libera, don Luigi Ciotti, quest’ anno  è stata premiata anche la Sezione Polizia Stradale di Udine. Il riconoscimento è stato consegnato al Dirigente della Polizia Stradale Vice Questore Dr. Alessandro DE RUOSI , per aver svolto e coordinato i suoi uomini durante  le attività di indagine effettuate nell’ambito dell’operazione “Black Tyres”, che hanno portato a sgominare un vero e proprio traffico internazionale di rifiuti verso l’Africa, partendo da un controllo su una sospetta attività di trasporto di pneumatici fuori uso. Il Dirigente della Sezione di Udine, unico Reparto  della  Polizia di Stato premiato, è stato ringraziato da Legambiente per il brillante risultato conseguito a testimonianza anche della sensibilità dimostrata verso il delicato argomento del traffico illecito di rifiuti. A sua volta il Dr. De Ruosi ha ringraziato Legambiente per l’attenzione prestata alla Polizia Stradale per l’attività da essa svolta.

L’operazione.

Pneumatici usati per ben oltre 120 tonnellate e centinaia di batterie esauste erano la “merce” diretta verso alcuni paesi africani ma stoccata in due depositi friulani che sono stati sequestrati. L’indagine della Polizia Stradale di Udine e della Direzione Distrettuale di Trieste ha consentito di individuare il gruppo criminale. Un arresto e 23 persone indagate e due siti di stoccaggio chiusi a Udine e Pradamano. Questo il risultato dell’operazione. Secondo le risultanze investigative i pneumatici  che a tutti gli effetti sono rifiuti, sarebbero partiti con direzione Africa in containers dai porti di Trieste, Genova e Gioia Tauro. E’ questo lo scenario delineato dalla maxi indagine “Black tyres” (pneumatici neri). L’operazione condotta dalla Polizia Stradale di Udine con l’ausilio della Polizia Stradale di Gorizia e coordinata dalla Procura Distrettuale di Trieste era partita nel 2019 da una intuizione investigativa del personale Polstrada di Amaro che aveva notato un traffico intenso di furgoni contenenti pneumatici esausti. Va detto che quando un pneumatico non ha più le caratteristiche indispensabili per una prestazione sicura ed efficiente sul veicolo, neanche attraverso la ricostruzione, diventa “fuori uso” ovvero un rifiuto e deve essere raccolto per il recupero e riciclo in appositi impianti. La gomma di cui è costituito il pneumatico è una miscela di polimeri di altissima qualità con eccezionali caratteristiche chimico – fisiche che restano inalterate anche nella gomma riciclata che se ne ottiene. Ma farlo presuppone costi e tecnologie non certo presenti nei paesi di destinazione. Con l’operazione venivano indagate 23 persone per l’ipotesi di reato di “attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti” ed una persona arrestata. Gli individuati erano quatordici ghanesi, quattro camerunensi, due ivoriani, due nigeriani ed un italiano, tutti residenti in provincia di Udine, tranne due di Gorizia e Firenze. Alessandro De Ruosi, Dirigente della Polizia Stradale di Udine, commentava così: “Gli pneumatici sono un rifiuto che va smaltito con una procedura articolata e molto costosa di qui l’interesse di gruppi organizzati ad evitare tale procedura che a costi di gestione elevati e soprattutto a rivendere il prodotto all’estero nei Paesi Africani dove la merce arrivava su containers che partivano da Udine con mezzi pesanti che giungevano nei porti di Genova, Gioia Tauro e Trieste e venivano imbarcati su navi dirette in Africa”.                                                

 

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