Tirso: azienda presenterà piano industriale tra 3 settimane
La questione riguardante la crisi occupazionale della Tirso si "sposta" di tre settimane. Si è tenuto ieri l'incontro in videoconferenza tra gli assessori regionali Alessia Rosolen e Sergio Emidio Bini, le organizzazioni sindacali, i rappresentanti dell'azienda e di Confindustria e quelli dei sindacali dei lavoratori somministrati, e il sindaco di Muggia (Trieste) Paolo Polidori, comune dove è situato lo stabilimento. "La strategicità del sito di Muggia rimane uno degli aspetti imprescindibili che dovrà essere riposto al centro del tavolo di confronto tra Tirso, Regione e sindacati", hanno dichiarato gli assessori regionali Rosolen e Bini al termine del confronto. "A conclusione dei lavori - sempre Rosolen e Bini - si è deciso che il tavolo verrà riconvocato tra tre settimane, occasione in cui l'azienda dovrà presentare il piano industriale. Quest'ultimo dovrà comprovare la strategicità del sito produttivo di Muggia; strategicità che rappresenta uno degli elementi imprescindibili per l'amministrazione regionale al fine di proseguire il confronto tra le parti. Se da un lato comprendiamo le difficoltà che il settore sta attraversando in questo momento, dall'altro non si possono non tenere in considerazione gli importanti investimenti già compiuti da Friulia sul sito produttivo". Filippo Caputo, segretario provinciale della Fesica Confsal, ha detto di essere "soddisfatto da quanto emerso dall'incontro. Trieste, come confermato dall'amministratore delegato del gruppo, Andrea Parodi, è il fiore all'occhiello del gruppo. Basti pensare che il gruppo in Cina chiuderà per sei mesi e in Portogallo per tre. Per il sito produttivo triestino nell'immediato non sono previsti esuberi". Andrea Rizzo, segretario regionale della Uiltech ha confermato che "l'azienda ha riconosciuto la centralità dello stabilimento di Muggia. E si è impegnata a presentare un piano industriale per il sito che ci presenterà tra tre settimane". Non soddisfatta invece la Cgil: "lo stato d'allerta resta - dicono Nicola Dal Magro e Fabrizio Zacchigna della Cgil - non c'è un piano industriale e l'incertezza resta alta". (ANSA). YT5-DO
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